{"id":1612,"date":"2009-01-16T14:36:27","date_gmt":"2009-01-16T14:36:27","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2009\/01\/16\/liberia-la-vita-una-battaglia-per-gli-ex-combattenti\/"},"modified":"2009-01-16T14:36:27","modified_gmt":"2009-01-16T14:36:27","slug":"liberia-la-vita-una-battaglia-per-gli-ex-combattenti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/01\/16\/liberia-la-vita-una-battaglia-per-gli-ex-combattenti\/","title":{"rendered":"LIBERIA: La vita &egrave; una battaglia per gli ex-combattenti"},"content":{"rendered":"<p>VOINJAMA, Liberia, 16 gennaio 2009 (IPS) &#8211; La vita di violenza di Hajah Kamara &egrave; cominciata ancor prima dell&rsquo;adolescenza: i ribelli, dopo aver trucidato il padre e la madre incinta nella loro casa di Voinjama, la costrinsero a diventare una &ldquo;moglie&rdquo; e una combattente nella loro fazione in guerra.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1370\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1370\" class=\"size-full wp-image-1370\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/200901_XFightersLiberia_Edited.jpg\" alt=\" IRIN\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1370\" class=\"wp-caption-text\"><br \/>IRIN<\/p><\/div><\/div>\n<p>&ldquo;Mi violentarono e mi tatuarono&rdquo;, racconta Kamara, 22 anni, indicando i segni scuri sul braccio. &ldquo;Mi sentivo male a combattere, ma quando pensavo a mio padre e a mia madre morti, sentivo di doverli vendicare&rdquo;. <\/p>\n<p>Durante la brutale guerra civile degli anni &rsquo;90 in Liberia, Kamara pass&ograve; diverse volte da una fazione all&rsquo;altra: dopo aver combattuto con i guerriglieri della Sierra Leone contro Charles Taylor nella zona di frontiera, fugg&igrave;, per poi schierarsi con la violenta &ldquo;Unit&agrave; antiterroristica&rdquo; guidata dal figlio di Taylor, &ldquo;Chuckie&rdquo; &#8211; accusato nell&rsquo;ottobre 2008 di crimini di guerra da un tribunale di Miami; si ritrov&ograve; infine schierata con le milizie rivali della LURD (Movimento armato liberiani uniti per la riconciliazione e la democrazia) sostenute dalla Guinea, nello scontro finale per la capitale liberiana Monrovia, nel 2003. <\/p>\n<p>&ldquo;&Egrave; qui che l&rsquo;ho trovata, armata, dopo la guerra&rdquo;, racconta Eric Kolubach, supervisore sul campo della sezione di Voinjama dell&rsquo;Iniziativa nazionale degli ex-combattenti per la costruzione della pace (NEPI), una Ong locale che si occupa del reinserimento degli ex combattenti nelle loro comunit&agrave;. &ldquo;Comandava un gruppo speciale. Una figura di grande rilievo&rdquo;. <\/p>\n<p>Voinjama &egrave; un centro commerciale agricolo della Contea liberiana di Lofa &#8211; ad un giorno d&rsquo;auto dalla capitale Monrovia lungo una impervia strada sterrata immersa nella fitta giungla tropicale &#8211; al confine con la Guinea, ricca di minerali, e la Sierra Leone orientale. Voinjama &egrave; stata devastata per oltre dieci anni dai guerriglieri sostenuti dai liberiani e dagli stati vicini.<\/p>\n<p>Oggi, la citt&agrave; &egrave; bloccata dalla mancanza di progetti di sviluppo a lungo termine, crescente disoccupazione, e profonde tensioni tra i due gruppi etnici dominanti, i Loma e i Mandingo. Si coltivano piccole quantit&agrave; di riso e di ortaggi, e oggi i liberiani possono facilmente attraversare il confine in Guinea per procurarsi merci pi&ugrave; economiche. <\/p>\n<p>La citt&agrave; &egrave; al terzo posto in Liberia per la presenza di ex-combattenti. Molti residenti e guerriglieri hanno perso le loro famiglie e amici, e sono psicologicamente traumatizzati. <\/p>\n<p>Oggi, Kamara ha due figli &#8211; cui ha dato il nome dei suoi genitori deceduti &#8211; ed &egrave; in attesa del terzo. Sopravvivono grazie alla sua paga di cuoca, 30 dollari al mese, una cifra molto bassa per gli standard liberiani. <\/p>\n<p>&ldquo;Non ho problemi con la comunit&agrave;&rdquo;, spiega. &ldquo;Ho chiesto perdono ai miei parenti, voglio dimenticare il passato&rdquo;. <\/p>\n<p>Tutti questi fattori, uniti alla minaccia di instabilit&agrave; politica della regione &#8211; l&rsquo;episodio pi&ugrave; recente, il golpe militare in Guinea il mese scorso &#8211; accrescono la vulnerabilit&agrave; della Contea di Lofa e compromettono le possibilit&agrave; di reinserimento degli ex-combattenti impoveriti. <\/p>\n<p>&ldquo;Fra i motivi pi&ugrave; frequenti che comportano il rischio per gli ex-combattenti della Liberia di tornare a combattere, vi sono la povert&agrave; e la condizione economica svantaggiata, seguita dalla mancanza di lavoro, di indennit&agrave; o di formazione&rdquo;, si legge in uno studio dell&rsquo;Istituto degli Stati Uniti per la Pace (U.S. Institute of Peace, USIP) del settembre 2008 sugli ex-combattenti a Voinjama. <\/p>\n<p>&ldquo;Il 68 per cento degli intervistati di Lofa non prende in considerazione l&rsquo;idea di combattere adesso, o non pensa vi siano circostanze che possano portarli a combattere in futuro&#8230; [Ma] quasi un terzo degli intervistati non esclude la possibilit&agrave; che possa esserci in futuro un motivo per tornare a combattere&rdquo;. <\/p>\n<p>Inizialmente, dopo la fine della guerra liberiana nel 2003, un sondaggio compiuto tra le fazioni in guerra calcolava il numero dei combattenti intorno ai 40mila. Ma nei mesi successivi, pi&ugrave; di 101mila combattenti, compresi donne e bambini, si sono registrati nel corso del processo di Disarmo, Smobilitazione, Riabilitazione e Reinserimento (DDRR), invogliati dai compensi in denaro per la restituzione di armi e munizioni, ma anche dalla formazione professionale, l&rsquo;offerta di cassette degli attrezzi, e dalla promessa di un lavoro. <\/p>\n<p>Da allora, le critiche al programma DDRR lamentano l&rsquo;eccessiva saturazione sul mercato di sarti, falegnami e meccanici, ed ex-combattenti che vendono cassette degli attrezzi in cambio di cibo. <\/p>\n<p>Andrea Tamagnini, responsabile italiano dell&rsquo;Unit&agrave; di reinserimento, riabilitazione e recupero per la Missione delle Nazioni Unite in Liberia (UNMIL), crede fermamente che sia fondamentale per risolvere il conflitto un programma a breve termine per l&rsquo;emergenza occupazione, unito ad un piano di sviluppo nazionale sul lungo periodo. <\/p>\n<p>Nel 2006, il governo liberiano e la UNMIL hanno dato il via ad un piano d&rsquo;emergenza per la creazione di posti di lavoro, reclutando i locali per ristrutturare tratti di strada nel paese in cambio di salari e di cibo. Oggi, l&rsquo;attenzione nella Contea di Lofa &egrave; centrata sull&rsquo;espansione dell&rsquo;industria agricola. <\/p>\n<p>&ldquo;La prova dell&rsquo;importanza [del progetto stradale] &egrave; stata un&rsquo;inchiesta interna sul reclutamento illegale dopo le crisi in Guinea del 2007&rdquo;, spiega Tamagnini. &ldquo;Secondo le informazioni da Lofa, i comandanti giunti dalla Guinea &#8211; anche liberiani &#8211; e che cercavano persone da reclutare, non hanno trovato nessuno perch&eacute; la gente stava lavorando sulle strade&#8230; Questa &egrave; la dimostrazione che se hai un lavoro non vai a combattere&rdquo;. <\/p>\n<p>Amara Kamara, 37 anni, &egrave; un carismatico ex generale della Brigata Alligator delle milizie ULIMO, addestrato negli anni &rsquo;90 a Cuba per combattere contro le forze di Taylor. Oggi &egrave; responsabile de facto e consulente per gli ex-combattenti a Voinjama. <\/p>\n<p>&ldquo;Non tornerei a combattere, ma altre persone che non sono impegnate tutto il tempo in una qualche attivit&agrave;, lo farebbero&rdquo;, osserva Kamara. &ldquo;Per questo mi appello al governo liberiano perch&eacute; crei pi&ugrave; posti di lavoro &#8211; in modo da farci dimenticare il passato. Se non sono occupato e sono un combattente, oggi potrei benissimo fare la stessa cosa che facevo ieri&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VOINJAMA, Liberia, 16 gennaio 2009 (IPS) &#8211; La vita di violenza di Hajah Kamara &egrave; cominciata ancor prima dell&rsquo;adolescenza: i ribelli, dopo aver trucidato il padre e la madre incinta nella loro casa di Voinjama, la costrinsero a diventare una&hellip; <a href=\"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/01\/16\/liberia-la-vita-una-battaglia-per-gli-ex-combattenti\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":267,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[2,1,25,32,33],"tags":[],"class_list":["post-1612","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa","category-headlines","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-politica","category-popolazione"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1612","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/267"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1612"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1612\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1612"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1612"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1612"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}