{"id":1610,"date":"2008-12-03T17:21:11","date_gmt":"2008-12-03T17:21:11","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/12\/03\/sviluppo-nessun-piano-di-salvataggio-per-i-pi-vulnerabili\/"},"modified":"2008-12-03T17:21:11","modified_gmt":"2008-12-03T17:21:11","slug":"sviluppo-nessun-piano-di-salvataggio-per-i-pi-vulnerabili","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/12\/03\/sviluppo-nessun-piano-di-salvataggio-per-i-pi-vulnerabili\/","title":{"rendered":"SVILUPPO: Nessun piano di salvataggio per i pi&ugrave; vulnerabili"},"content":{"rendered":"<p>DOHA, 3 dicembre 2008 (IPS) &#8211; &ldquo;Bene, ma non &egrave; abbastanza!&rdquo;, &ldquo;Un&rsquo;opportunit&agrave; sprecata!&rdquo;, &ldquo;L&rsquo;incontro ha mancato alle sue promesse!&rdquo;. Sono alcune delle reazioni della societ&agrave; civile alla chiusura dei colloqui delle Nazioni Unite sui finanziamenti per lo sviluppo (Ffd) di Doha, Qatar, terminati marted&igrave;.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1348\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1348\" class=\"size-full wp-image-1348\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/Doha4_Edited.jpg\" alt=\"Nazioni Unite Nazioni Unite\" width=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-1348\" class=\"wp-caption-text\">Nazioni Unite<br \/>Nazioni Unite<\/p><\/div><\/div>\n<p>Le profonde divisioni su come riesaminare l&rsquo;architettura finanziaria mondiale, che hanno quasi messo a repentaglio i negoziati, sono state eclissate dalla proposta dei governi di una nuova conferenza dell&rsquo;Onu su come affrontare l&rsquo;attuale crisi finanziaria e il suo impatto sullo sviluppo.<\/p>\n<p>&ldquo;Il mondo ha un urgente bisogno di decisioni concrete e di processi di monitoraggio che siano inclusivi e decisivi. Invece di piani d&rsquo;azione, (hanno) perso quattro giorni facendo giochi di parole, senza parlare della crisi di cibo, energia, genere, clima, e morale&rdquo;, ha osservato Syvia Borren della Global Call to Action against Poverty (GCAP).<\/p>\n<p>Secondo Borren, &ldquo;la cosa pi&ugrave; deludente &egrave; che non hanno previsto nessun piano di salvataggio per i gruppi vulnerabili, e invece programmi mastodontici per salvare banche e istituzioni finanziarie&rdquo;.<\/p>\n<p>La conferenza di revisione, comunque, ha ribadito gli obiettivi di Monterrey. Si &egrave; registrato anche qualche passo avanti in alcuni settori importanti, in particolare sull&rsquo;uguaglianza di genere. Il documento si impegna a promuovere la parit&agrave; di genere e l&rsquo;empowerment economico delle donne come condizione fondamentale per raggiungere uno sviluppo equo ed effettivo.<\/p>\n<p>&ldquo;Ma non &egrave; abbastanza&rdquo;, afferma il Women&rsquo;s Working Group on Financing for Development, una rete di nove coalizioni tra cui Rete africana per lo sviluppo femminile (FEMNET), Associazione per i diritti delle donne nello sviluppo (Awid) e Rete internazionale Genere e Commercio (IGTN).<\/p>\n<p>&ldquo;Nel documento, gli impegni per l&rsquo;uguaglianza di genere avranno davvero un senso solo se verranno affrontate in modo decisivo le cause sistemiche alla base della povert&agrave;&rdquo;, affermano gli attivisti in rappresentanza di 250 gruppi e reti della societ&agrave; civile che hanno partecipato al forum di due giorni di Doha (27-28 nov) a margine dell&rsquo;incontro ufficiale.<\/p>\n<p>La conferenza di Doha &egrave; stata indetta dalle Nazioni Unite non come un incontro di donatori, ma per riesaminare i progressi compiuti a Monterrey, Messico, nel 2002, sugli impegni per i nuovi aiuti allo sviluppo da parte dei paesi ricchi, ma anche sugli accordi per alleviare il debito, lotta alla corruzione, partnership pubblico-privato e aiuti pubblici allo sviluppo (APS).<\/p>\n<p>&ldquo;Abbiamo ribadito gli impegni sugli APS fatti a Monterrey&rdquo;, ha detto alla stampa il ministro tedesco per lo sviluppo Heidemarie Wieczorek-Zeul a Doha. &ldquo;In tutte le crisi precedenti, ci sono stati tagli agli aiuti allo sviluppo, ma va contro i nostri interessi continuare a tagliare, sia per i paesi sviluppati che per quelli in via di sviluppo&rdquo;, ha detto.<\/p>\n<p>La societ&agrave; civile &egrave; stata molto chiara nell&rsquo;esprimere il proprio disappunto. L&rsquo;incontro &ldquo;ha fatto appena qualche passo rispetto ai precedenti impegni internazionali per far fronte alla povert&agrave; globale. Anche prima della crisi alimentare, climatica e finanziaria, gli impegni presi dovevano gi&agrave; essere urgentemente rivisti&rdquo;, spiega Ariane Arpa di Oxfam International.<\/p>\n<p>&ldquo;La conferenza ha fondamentalmente messo da parte gli altri accordi internazionali presi quest&rsquo;anno ad Accra e a New York, invece di prenderli come punto di partenza&rdquo;, ha lamentato Action for Global Health. &ldquo;La crisi, finanziaria, alimentare e climatica, non avrebbe dovuto offuscare gli enormi sforzi che erano gi&agrave; necessari per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG)&rdquo;.<\/p>\n<p>&Egrave; stata poi completamente ignorata la proposta concertata dalla societ&agrave; civile di rafforzare la cooperazione internazionale sulle questioni fiscali trasformando la U.N. Committee on Tax (Commissione Onu per le imposte) in un ente intergovernativo.<\/p>\n<p>&ldquo;La conferenza non &egrave; arrivata a tanto&rdquo;, ammette il coordinatore della Ffd, Oscar de Rojas. &ldquo;Ci&ograve; che si &egrave; fatto &egrave; stato concordare che la cooperazione in materia di questioni fiscali dovr&agrave; essere rafforzata&rdquo;, ha spiegato.<\/p>\n<p>&ldquo;La conferenza poteva essere l&rsquo;occasione per risolvere il problema delle regole di un sistema che ci ha portato al peggiore crollo degli ultimi decenni, ma i governi ricchi non lo hanno fatto&rdquo;, denuncia Nuria Molina di Eurodad in un comunicato. &ldquo;I 100 miliardi di dollari annuali di aiuti ai paesi poveri sono stati oscurati dai 500-800 miliardi di dollari in flussi illeciti dal Sud al Nord, di cui la maggior parte frutto dell&rsquo;evasione fiscale delle multinazionali&rdquo;.<\/p>\n<p>Ma a Doha c&rsquo;&egrave; stato qualche altro progresso rispetto a Monterrey, sul lavoro &ldquo;dignitoso&rdquo; e su nuovi possibili meccanismi finanziari, tra cui le rimesse.<\/p>\n<p>Aver preso in considerazione l&rsquo;obiettivo caldeggiato a livello mondiale della &ldquo;piena occupazione e il lavoro dignitoso per tutti&rdquo; &egrave; stato accolto dalla societ&agrave; civile come un &ldquo;chiaro riconoscimento della sua centralit&agrave; nelle strategie per lo sviluppo e del lavoro invisibile svolto soprattutto dalle donne&rdquo;, secondo quanto dichiarato.<\/p>\n<p>Per la prima volta &egrave; stato incluso un paragrafo specifico sulle rimesse, i trasferimenti privati di miliardi di dollari inviati ogni anno dai singoli individui alle loro famiglie. &ldquo;Ci&ograve; che bisognava fare per agevolare i trasferimenti, renderli pi&ugrave; economici e pi&ugrave; accessibili alle persone, &egrave; stato aggiunto in un paragrafo a parte&rdquo;, segnala de Rojas.<\/p>\n<p>Adesso, la societ&agrave; civile vuole vedere realizzate queste raccomandazioni. &ldquo;Ricordiamo a delegati e funzionari che le persone pi&ugrave; colpite in ogni parte del mondo si aspettano azioni concrete che invertano la caduta nella povert&agrave;&#8230;&ldquo;, si sottolinea nella dichiarazione.<\/p>\n<p>Certamente le sfide sono enormi. &ldquo;Abbiamo appena avuto cinque anni positivi, ma ci sono stati pochi progressi negli MDG&rdquo;, lamenta Borren. &ldquo;Adesso arrivano tempi difficili (a causa della crisi globale). Secondo Social Watch (rete internazionale di vigilanza), Raggiungere gli MDG sar&agrave; praticamente impossibile!&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOHA, 3 dicembre 2008 (IPS) &#8211; &ldquo;Bene, ma non &egrave; abbastanza!&rdquo;, &ldquo;Un&rsquo;opportunit&agrave; sprecata!&rdquo;, &ldquo;L&rsquo;incontro ha mancato alle sue promesse!&rdquo;. 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