{"id":1467,"date":"2006-05-25T16:57:59","date_gmt":"2006-05-25T16:57:59","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2006\/05\/25\/migrazioni-usa-i-trafficanti-si-preparano-ad-aumentare-le-tariffe\/"},"modified":"2006-05-25T16:57:59","modified_gmt":"2006-05-25T16:57:59","slug":"migrazioni-usa-i-trafficanti-si-preparano-ad-aumentare-le-tariffe","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2006\/05\/25\/migrazioni-usa-i-trafficanti-si-preparano-ad-aumentare-le-tariffe\/","title":{"rendered":"MIGRAZIONI-USA: I trafficanti si preparano ad aumentare le tariffe"},"content":{"rendered":"<p>CITT&Agrave; DEL MESSICO, 25 maggio 2006 (IPS) &#8211; I governi latinoamericani si dicono preoccupati per la politica statunitense di contenimento dell&rsquo;immigrazione, che prevede il rafforzamento delle proprie frontiere a sud, con pi&ugrave; militari e la costruzione di nuovi muri. Nel frattempo, i trafficanti si sfregano le mani, al pensiero che presto potranno aumentare le tariffe.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&ldquo;Se ci sar&agrave; un inasprimento dei controlli, i &lsquo;polleros&rsquo; (lett. pollaioli, ossia i trafficanti) si faranno pagare di pi&ugrave;, l&rsquo;abbiamo gi&agrave; visto. Ma finora non li abbiamo identificati&rdquo;, ha detto all&rsquo;IPS Luis Kendzierski, direttore dell&rsquo;ostello Casa del Migrante, nella citt&agrave; messicana nord-occidentale di Tijuana, al confine con gli Stati Uniti (Usa).<\/p>\n<p>Prima del 1993, quando Washington cominci&ograve; ad intensificare i controlli alla frontiera col Messico, con squadre operative speciali di polizia e la costruzione di muri, contattare un trafficante per attraversare il confine e arrivare in un posto sicuro negli Usa costava circa 150 dollari.<\/p>\n<p>Oggi, lo stesso viaggio costa tra i 2.000 e i 7.000 dollari. Ma non &egrave; una traversata sicura, poich&eacute; molte volte gli immigrati vengono abbandonati, derubati o maltrattati, e addirittura alcuni di loro muoiono nel trasporto attraverso zone desertiche o chiusi dentro camion sigillati.<\/p>\n<p>&ldquo;Con pi&ugrave; muri alla frontiera, se verranno costruiti, e con l&rsquo;arrivo della Guardia nazionale, contrattare un pollero coster&agrave; molto di pi&ugrave;&rdquo;, ha ribadito Kendzierski.<\/p>\n<p>Ogni anno, circa un milione e mezzo di persone cercano di entrare negli Stati Uniti raggirando severi controlli. Circa 400.000 persone ci riescono, mentre gli altri si fermano sulla linea di confine, o vengono rispediti indietro.<\/p>\n<p>Il presidente Usa George W. Bush ha dichiarato la scorsa settimana che invier&agrave; 6.000 soldati della Guardia nazionale, la forza militare pi&ugrave; antica del paese, lungo i 3.200 chilometri di frontiera con il Messico, per frenare l&rsquo;accesso dei clandestini.<\/p>\n<p>Washington assicura che i militari sono disarmati, e che avranno un semplice ruolo di sostegno alle 12.000 guardie di frontiera che gi&agrave; operano nella zona.<\/p>\n<p>Inoltre, il senato degli Stati Uniti ha approvato, sempre la scorsa settimana, la costruzione di 595 chilometri di nuovi muri al confine meridionale. La misura, una delle tante riguardanti l&rsquo;immigrazione ora in discussione al congresso, si concretizzer&agrave; solo se verr&agrave; convalidata anche dalla Camera dei deputati e promulgata da Bush.<\/p>\n<p>Per 112 chilometri, la linea di confine &egrave; gi&agrave; delimitata da muri di metallo o di cemento, mentre per il resto la frontiera &egrave; divisa da barriere naturali o piccole recinzioni, ma tutte altamente sorvegliate.<\/p>\n<p>I delegati dei governi di Costa Rica, Guatemala, Honduras e Nicaragua, riunitisi nella capitale messicana per discutere la situazione, hanno espresso la loro solidariet&agrave; al Messico in un messaggio diplomatico inviato agli Stati Uniti, in cui il paese si dice preoccupato per la costruzione del muro e l&rsquo;invio di soldati alla frontiera. <\/p>\n<p>Jorge Briz, ministro per le relazioni estere del Guatemala, ha dichiarato che il Messico e i suoi vicini centroamericani continueranno a &ldquo;negoziare rispettosamente col governo degli Stati Uniti una riforma integrale sull&rsquo;immigrazione&rdquo;. <\/p>\n<p>Una nuova legislazione dovrebbe mirare a &ldquo;regolarizzare i milioni di immigrati latinoamericani presenti negli Stati Uniti e avviare un programma per i lavoratori a tempo&rdquo;.<\/p>\n<p>Da gennaio, Colombia, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama e Repubblica Dominicana lavorano su un fronte comune, lottando per una riforma sull&rsquo;immigrazione negli Usa, dove risiedono 42,7 milioni di latinoamericani o loro discendenti, secondo l&rsquo;ultimo censimento.<\/p>\n<p>Si dovrebbe riconsiderare la costruzione delle recinzioni alla frontiera, poich&eacute; questa misura &ldquo;non corrisponde a una relazione tra amici, tra vicini, tra soci&rdquo;, ha dichiarato la scorsa settimana il presidente del Messico Vicente Fox.<\/p>\n<p>&ldquo;Vorrei dire loro (agli Stati Uniti) di rispettare la dignit&agrave; dei messicani, di non considerarci inferiori e di non discriminare o violare i diritti di nessun nostro concittadino&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Il senato Usa ha ripreso la scorsa settimana il dibattito sulla riforma dell&rsquo;immigrazione, dopo che la Camera aveva approvato la costruzione di 1.100 chilometri di nuovi muri al confine col Messico, che criminalizzano gli immigrati senza documenti.<\/p>\n<p>Sebbene i senatori abbiano approvato la decisione di erigere nuovi muri, cercano al tempo stesso di approvare altre norme per regolarizzare la residenza per gli immigrati.<\/p>\n<p>I dibattiti parlamentari, che culmineranno con una concertazione tra il Senato e le risoluzioni della Camera, definiranno il futuro di 10-12 milioni di stranieri, di cui la maggior parte latinoamericani, privi dei documenti necessari per poter vivere negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Il direttore dell&rsquo;ostello Casa del Migrante auspica che la riforma prenda in considerazione gli immigrati in quanto persone che vogliono solo lavorare e raggiungere migliori condizioni di vita per le loro famiglie. Non sono criminali, ha ammonito.<\/p>\n<p>La Casa del Migrante &egrave; un&rsquo;istituzione non governativa legata alla Chiesa cattolica, che offre cibo e alloggio alle persone espulse dal vicino paese del nord, o che sono di passaggio nella citt&agrave; di Tijuana senza denaro n&eacute; appoggi.<\/p>\n<p>Tijuana &egrave; uno dei punti principali da cui tentano di entrare negli Usa gli immigrati clandestini, in particolare messicani, ma anche migliaia di latinoamericani e asiatici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CITT&Agrave; DEL MESSICO, 25 maggio 2006 (IPS) &#8211; I governi latinoamericani si dicono preoccupati per la politica statunitense di contenimento dell&rsquo;immigrazione, che prevede il rafforzamento delle proprie frontiere a sud, con pi&ugrave; militari e la costruzione di nuovi muri. 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