{"id":1319,"date":"2011-05-03T16:16:44","date_gmt":"2011-05-03T16:16:44","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2011\/05\/03\/sri-lanka-a-due-anni-dalla-guerra-ancora-il-bavaglio-sui-media\/"},"modified":"2011-05-03T16:16:44","modified_gmt":"2011-05-03T16:16:44","slug":"sri-lanka-a-due-anni-dalla-guerra-ancora-il-bavaglio-sui-media","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2011\/05\/03\/sri-lanka-a-due-anni-dalla-guerra-ancora-il-bavaglio-sui-media\/","title":{"rendered":"SRI LANKA: A due anni dalla guerra, ancora il bavaglio sui media"},"content":{"rendered":"<p>COLOMBO, 3 maggio 2011 (IPS) &#8211; Due anni dopo la fine del ventennio di guerra in Sri Lanka, la vita &egrave; tornata lentamente alla normalit&agrave;. Non si pu&ograve; dire lo stesso per l&rsquo;assediata comunit&agrave; dei media del paese che, secondo osservatori e giornalisti, &egrave; ancora imbavagliata.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1748\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1748\" class=\"size-full wp-image-1748\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/55456-20110502.jpg\" alt=\"Un giornalista accende una candela sulla tomba di un collega assassinato del Lasantha Wickrematunge. Amantha Perera\/IPS\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1748\" class=\"wp-caption-text\">Un giornalista accende una candela sulla tomba di un collega assassinato del Lasantha Wickrematunge.<br \/>Amantha Perera\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>&#8220;Non dimenticate che questa &egrave; una nazione ferita al cuore, e i media rispecchiano questo sentimento. La guarigione &egrave; lontana&#8221;, dice Sunil Jayasekara, presidente del Media Free Movement (FMM), primo gruppo del paese che si batte per i diritti dei media.<\/p>\n<p>Jayasekara spiega che la guerra ha raggiunto il suo apice alla fine del 2008, e per i media &egrave; stato molto difficile testimoniarla con obiettivit&agrave;.<\/p>\n<p>&#8220;I media sono diventati parte di un&rsquo;operazione militare, nessuno era in grado di riferire con obiettivit&agrave;, ricevevano pressioni da tutte le parti&#8221;.  E questo non ha aiutato, sostiene Jayasekara.<\/p>\n<p>Il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ) ha stilato un elenco dei 24 giornalisti dello Sri Lanka uccisi dal 2006. <\/p>\n<p>Uno dei pi&ugrave; spaventosi esempi di intimidazione &egrave; l&#039;omicidio del redattore del Lasantha Wickrematunge, nel gennaio 2009, che rimane ancora un mistero.<\/p>\n<p>La scorsa settimana, il sito dell&#039;opposizione lankaenews.com &egrave; stato temporaneamente oscurato e gli &egrave; stata intentata una causa per oltraggio. <\/p>\n<p>&#8220;Tutto questo ha intimorito e scoraggiato ogni azione della comunit&agrave; dei giornalisti&#8221;, riferisce Jayasekara, e questo clima di paura impedisce di svolgere il lavoro in maniera indipendente.<\/p>\n<p>La coercizione si manifesta anche sotto forma di licenze governative, soprattutto per i mezzi di comunicazione digitali e attraverso la rendita pubblicitaria, continua Jayasekara. Funzionari di alto livello e proprietari dei mezzi di comunicazione sono inoltre stati cooptati dai partiti politici &#8211; riducendo ulteriormente la propria indipendenza.<\/p>\n<p>&#8220;Il risultato &egrave; un settore profondamente segnato&#8221;, sostiene Jayasekara. <\/p>\n<p>Secondo altri osservatori dei media, la situazione &egrave; aggravata dal fatto che giornalisti di talento e di grande esperienza hanno dovuto lasciare il paese.<\/p>\n<p>Namini Wijedasa, considerata dai colleghi &#8220;Migliore giornalista dell&#039;anno&rdquo; e premiata con il Journalism Awards 2010 coordinato da organismi del settore tra cui  Editors&rsquo; Guild dello Sri Lanka, si dice sbalordita del forte calo qualitativo. <\/p>\n<p>&#8220;La dedizione al vero giornalismo &egrave; in calo. &Egrave; stata sostituita da un&rsquo;etica del lavoro volta a produrre quanto pi&ugrave; materiale possibile&#8221;.<\/p>\n<p>Wijedasa riferisce che i giornalisti hanno combattuto troppe battaglie su troppi fronti e che non hanno la possibilit&agrave; di garantire il rispetto degli standard professionali. &ldquo;Oggi i media qui non hanno n&eacute; le risorse n&eacute; la volont&agrave; di trattare storie di rilievo su questioni come la povert&agrave;, il gender, la governance e la corruzione&rdquo;.<\/p>\n<p>&#8220;Bisogna allontanarsi dalla mentalit&agrave; di produrre quanto pi&ugrave; materiale possibile, e capire che ci&ograve; che si fa influenza la societ&agrave; in cui si vive&#8221;. <\/p>\n<p>Sanjay Senanayake, docente di comunicazione, ha cercato di sollevare questi temi con le case editrici in diverse occasioni. Senanayake riferisce che le redazioni e le direzioni non hanno mostrato alcun interesse a migliorare gli standard.<\/p>\n<p>&#8220;Non so dov&#039;&egrave; il vero problema, ma sicuramente manca la volont&agrave; di assicurare che ci&ograve; che facciamo, lo facciamo bene, nonostante le condizioni difficili&#8221;, dice Senanayake. <\/p>\n<p>Jayasekara, Wijedasa e Senanayake concordano nel riconoscere che la paura e il calo degli standard professionali hanno creato un circolo vizioso che corrode la fiducia del pubblico nei media. <\/p>\n<p>&#8220;Come &egrave; possibile mettere in dubbio la responsabilit&agrave; del governo se non ci assumiamo noi stessi le nostre responsabilit&agrave;?&#8221;, lamenta Senanayake. <\/p>\n<p>Per Jayasekara, il problema &egrave; pi&ugrave; profondo del semplice calo di qualit&agrave;. I media dovrebbero cominciare ad alzare la voce come una forza indipendente. Uno scenario simile si &egrave; verificato alla fine del 1980 &#8211; quando la pressione del governo sui media &egrave; stata particolarmente forte, e ha portato alla formazione di organizzazioni come FMM. &#8220;Finora non abbiamo visto movimenti di questo tipo, &egrave; per questo che avvertiamo molto la pressione&#8221;.<\/p>\n<p>Secondo Senanayake l&#039;unica speranza &egrave; nei media che non si concentrano nella capitale Colombo.  Segnala due stazioni radio regionali, Uva e Kotamale, dove i giornalisti hanno guadagnato la fiducia della comunit&agrave; lavorando su storie importanti a livello locale. &#8220;Quando le persone si rendono conto che queste storie possono essere utili a un cambiamento, guardano i media in modo diverso&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Quando la gente ha fiducia nei mezzi di comunicazione &egrave; pi&ugrave; difficile mettere un bavaglio&#8221;, sostiene Jayasekara. <\/p>\n<p>Ma &egrave; chiaro che rompere con le pressioni politiche &egrave; fondamentale. &#8220;Dobbiamo uscire da questa fase di stallo, e l&#039;unico modo &egrave; che i media resistano a queste pressioni&#8221;.&copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COLOMBO, 3 maggio 2011 (IPS) &#8211; Due anni dopo la fine del ventennio di guerra in Sri Lanka, la vita &egrave; tornata lentamente alla normalit&agrave;. 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