{"id":1224,"date":"2010-06-01T14:07:45","date_gmt":"2010-06-01T14:07:45","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2010\/06\/01\/i-beni-della-mafia-al-servizio-della-societ\/"},"modified":"2010-06-01T14:07:45","modified_gmt":"2010-06-01T14:07:45","slug":"i-beni-della-mafia-al-servizio-della-societ","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2010\/06\/01\/i-beni-della-mafia-al-servizio-della-societ\/","title":{"rendered":"I beni della mafia al servizio della societ&agrave;"},"content":{"rendered":"<p>FIRENZE, 1 giugno 2010 (IPS) &#8211; A Corleone, nel cuore della Sicilia, 13 persone, di cui cinque affette da disagi psichici, gestiscono un&#039;azienda agricola sui terreni confiscati a Cosa Nostra.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Coltivano mais, pomodori e ceci, oltre a una piantagione di mandorli e ad un vigneto. E vendono poi i prodotti attraverso punti vendita al dettaglio a prezzi equi. Ma questa &egrave; solo parte della storia, perch&eacute; la mafia in Sicilia resta un problema serio. <\/p>\n<p>&#8220;Per raggiungere i nostri campi, dobbiamo attraversare ogni mattina le terre di un noto capomafia. All&rsquo;inizio, gli amici si sono allontanati da noi, e anche i nostri figli. Venivamo chiamati la &ldquo;cooperativa dei matti&rdquo;, ha raccontato all&rsquo;IPS Francesco Ancona della cooperativa &ldquo;Lavoro e non solo&rdquo;. <\/p>\n<p>Ancona ha raccontato la sua esperienza a &ldquo;Terra Futura&rdquo;, la fiera internazionale sulle buone pratiche di sostenibilit&agrave; che si tiene annualmente a Firenze. Alla sua settima edizione (28-30 maggio), il tema di quest&rsquo;anno &egrave; stato lo sviluppo di comunit&agrave; sostenibili e responsabili come &#8220;laboratori del futuro&#8221;. <\/p>\n<p>&ldquo;Lavoro e non solo&rdquo; &egrave; nata nel 1998 per la riabilitazione dei malati psichiatrici tramite il lavoro agricolo. Dal 2000, la cooperativa gestisce oltre 370 acri di terreno confiscati alla mafia siciliana. Il lavoro &egrave; suddiviso tra i diversi membri della cooperativa, che hanno tra i 30 e i 60 anni. <\/p>\n<p>&#8220;Il nostro lavoro con i malati psichici ha una funzione sociale. Inoltre, puntiamo a promuovere una cultura dell&rsquo;antimafia sul territorio&#8221;, ha detto Ancona. &ldquo;Lavoro e non solo&rdquo; impiega altri malati psichici, principalmente giovani della zona di Corleone, e promuove anche campi di lavoro estivi che ogni estate attirano circa 600 persone in turni di rotazione di due settimane. <\/p>\n<p>Corleone &egrave; la localit&agrave; d&rsquo;origine di Bernardo Provenzano, considerato il capo pi&ugrave; importante di Cosa Nostra e arrestato nel 2006, dopo una latitanza lunga 40 anni. <\/p>\n<p>In una delle case di Provenzano, confiscate dallo Stato e affidate a &ldquo;Lavoro e non solo&rdquo;, verr&agrave; aperto un &ldquo;museo antimafia&rdquo; con un archivio storico e una biblioteca video. <\/p>\n<p>&#8220;&Egrave; molto difficile lavorare in una zona dove la mafia esiste ancora e continua ad operare. Anche se i capi sono stati arrestati, le loro famiglie vivono ancora in queste aree, e non sono esattamente &lsquo;antimafia&#039;&rdquo;, ha commentato Salvatore Ferrara, vicepresidente di &ldquo;Lavoro e non solo&rdquo;. <\/p>\n<p>Nel 2004, il governo ha assegnato alla cooperativa 331 acri di terreno nella citt&agrave; di Canicatt&igrave;, 100 km a sudest di Corleone. Ma a scopo intimidatorio, la mafia ha dato fuoco ai vigneti poco prima della consegna, e nel 2008 ha estirpato i germogli di oltre 700 vitigni. <\/p>\n<p>La cooperativa ha reagito alle minacce lanciando la campagna di raccolta fondi &#039;Adotta una vite&#039; per reimpiantare i vitigni. <\/p>\n<p>Nel 2009, in Italia sono state sequestrate 1.223 imprese e 9.198 propriet&agrave; immobiliari, secondo l&#039;ente statale che si occupa dei beni confiscati alle organizzazioni criminali. <\/p>\n<p>Circa il 73 per cento delle propriet&agrave; confiscate sono state date a organizzazioni non profit (ONP) per la riconversione a scopi sociali, secondo un rapporto, presentato a Terra Futura, dell&rsquo;Agenzia per le Onlus. <\/p>\n<p>Secondo lo studio, le propriet&agrave; confiscate vengono utilizzate in diversi modi: affrontare problemi sociali (21,7 per cento), promuovere attivit&agrave; culturali (18,3 per cento), o per scopi di pubblica utilit&agrave; (17,4 per cento). Cittadini e disabili sono i principali beneficiari dei progetti. <\/p>\n<p>Il 42,9 per cento delle organizzazioni non profit italiane si trova per&ograve; a dover affrontare gravi problemi finanziari, poich&eacute; la mafia continua a rappresentare una sfida come possibile sistema alternativo. <\/p>\n<p>&#8220;Oggi la mafia &egrave; un&#039;organizzazione economica: impiega le sue risorse per ottenere e riciclare denaro, perch&eacute; non ha accesso al credito. &Egrave; questo il terreno su cui dobbiamo combatterla&rdquo;, ha detto Stefano Zamagni, presidente della Agenzia per le Onlus. <\/p>\n<p>&#8220;Recuperare i beni non &egrave; sufficiente: dobbiamo riconvertirli per garantire che producano reddito e posti di lavoro. Altrimenti c&rsquo;&egrave; il serio rischio che la popolazione finisca per rimpiangere la mafia [come datore di lavoro]. Noi dobbiamo dimostrare che esiste una alternativa realistica&rdquo;. <\/p>\n<p>&#8220;I beni confiscati alla mafia diventano laboratori sociali per la creazione di alternative. Non solo perch&eacute; sono beni confiscati, ma anche perch&eacute; incarnano un diverso modello di produzione, attento alla sostenibilit&agrave; e alla legalit&agrave;&#8221;, ha detto Andrea Giolitti della rete antimafia Libera. <\/p>\n<p>Purtroppo, dopo il sequestro, passano in media otto anni prima che i beni e i terreni vengano riassegnati. Inoltre, il 57 per cento delle propriet&agrave; confiscate vengono consegnate in cattivo stato, e l&rsquo;avvio dell&rsquo;attivit&agrave; &egrave; in genere molto difficile. Nel 36 per cento dei casi non sono previsti aiuti finanziari da parte delle istituzioni. <\/p>\n<p>Zamagni ha chiesto di istituire un fondo a sostegno delle organizzazioni non profit cui vengono assegnate le terre e i beni un tempo di propriet&agrave; della mafia. &copy; IPS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FIRENZE, 1 giugno 2010 (IPS) &#8211; A Corleone, nel cuore della Sicilia, 13 persone, di cui cinque affette da disagi psichici, gestiscono un&#039;azienda agricola sui terreni confiscati a Cosa Nostra.<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[11,14,18,22,1,27,25,35,36],"tags":[],"class_list":["post-1224","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-columnas","category-cultura","category-economia","category-europa","category-headlines","category-le-citta-i-cittadini-e-gli-obiettivi-di-sviluppo","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-science-technologie","category-societa-civile"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1224","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1224"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1224\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1224"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1224"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1224"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}