{"id":1154,"date":"2009-10-13T13:03:27","date_gmt":"2009-10-13T13:03:27","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2009\/10\/13\/comunicazioni-argentina-nuova-legge-sugli-audiovisivi\/"},"modified":"2009-10-13T13:03:27","modified_gmt":"2009-10-13T13:03:27","slug":"comunicazioni-argentina-nuova-legge-sugli-audiovisivi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/10\/13\/comunicazioni-argentina-nuova-legge-sugli-audiovisivi\/","title":{"rendered":"COMUNICAZIONI-ARGENTINA: Nuova legge sugli audiovisivi"},"content":{"rendered":"<p>BUENOS AIRES, 13 ottobre 2009 (IPS) &#8211; Non senza dure critiche da parte dei mezzi di comunicazione privati, il Congresso argentino modifica la Legge sui Servizi Audiovisivi, riducendo il monopolio mediatico. La legge &egrave; appoggiata da una ampia rete di organizzazioni sociali che l&rsquo;aspettavano da tempo.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1500\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1500\" class=\"size-full wp-image-1500\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/images.jpg\" alt=\" \" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1500\" class=\"wp-caption-text\"><br \/><\/p><\/div><\/div>\n<p>Con 44 voti favorevoli e 24 contrari, sabato scorso il Senato argentino ha approvato senza modifiche l&rsquo;iniziativa votata dalla Camera dei deputati a met&agrave; settembre. La nuova legge sostituisce una norma in vigore dall&rsquo;ultima dittatura militare (1976-1983), e d&agrave; voce a una istanza avanzata da tutta la societ&agrave; civile ai governi democratici successivi al regime. <\/p>\n<p>Il senatore Ernesto Sanz, leader dell&rsquo;Uni&oacute;n C&iacute;vica Radical, il principale partito dell&rsquo;opposizione, ha affermato che il suo partito era favorevole a oltre 100 articoli dei 166 inclusi nel disegno di legge. Non si &egrave; invece raggiunto l&rsquo;accordo su alcuni degli altri punti, cos&igrave; il partito al governo ha fatto valere il proprio voto di maggioranza, di cui dispone fino al 10 dicembre, data in cui entreranno in carica i legislatori eletti il 28 giugno scorso. <\/p>\n<p>Le aziende del settore mediatico, come il gruppo Clar&iacute;n, hanno criticato aspramente il disegno di legge, mentre l&rsquo;opposizione politica si &egrave; fatta portavoce di alcuni aspetti controversi, sostenendo che la legge potrebbe diventare uno strumento utile alla presidente argentina Cristina Fern&aacute;ndez e a suo marito, l&rsquo;ex presidente N&eacute;stor Kirchner (2003-2007) per acquisire maggiore influenza sui media nazionali. <\/p>\n<p>&#8220;Kirchner detiene gi&agrave; la legge per il controllo dei media&#8221;, titolava sabato scorso il Clar&iacute;n, la maggiore testata del gruppo omonimo, proprietario di oltre 250 media, tra canali via cavo e trasmissioni televisive, radio e giornali. &#8220;La Kirchner risorge grazie alla legge sui media&#8221;, ha rimarcato il quotidiano Cr&iacute;tica de la Argentina. <\/p>\n<p>Per Sanz si tratta di una &ldquo;cattiva&rdquo; legge, perch&eacute; potrebbe scatenare un&#039;ondata di azioni penali verso le societ&agrave; interessate dal cambiamento normativo, anche se con la nuova composizione parlamentare si potrebbe procedere a un ulteriore cambiamento della legge. <\/p>\n<p>Questo disegno di legge ha origine da un&rsquo;antica recriminazione di varie organizzazioni di tutela dei diritti umani, radio comunitarie, universit&agrave; e altre parti sociali, riuniti nella Coalici&oacute;n por una Radiodifusi&oacute;n Democr&aacute;tica. La coalizione aveva gi&agrave; evidenziato 21 punti basilari per il diritto alla comunicazione: &#8220;Questa legge era il nostro progetto&#8221;, ci ha detto il coordinatore della coalizione, N&eacute;stor Busso. <\/p>\n<p>Di fatto, venerd&igrave; scorso &ndash; mentre i senatori stavano deliberando &#8211; la coalizione per la radiodiffusione democratica, insieme a organizzazioni politiche, sindacali e studentesche, ha manifestato pubblicamente il proprio appoggio alla modifica, davanti alla sede del Congresso argentino. <\/p>\n<p>L&rsquo;obiettivo della nuova norma stabilisce &egrave; la &#8220;deconcentrazione&#8221; della propriet&agrave; di mass media; essa restringe quindi il numero di licenze che un singolo gruppo pu&ograve; possedere e considera la comunicazione &#8220;un servizio pubblico&#8221;, aprendo la porta ad enti privati senza scopo di lucro. Ad essi conceder&agrave; il 33% dello spettro radio. <\/p>\n<p>Per avere un consenso pi&ugrave; ampio, la presidente argentina ha accettato di eliminare la proposta originale, che includeva le aziende telefoniche nella trattativa commerciale. Secondo gli oppositori concedere loro l&rsquo;ingresso sul mercato mediatico prospettava il pericolo di un susseguirsi di monopoli. <\/p>\n<p>Alla camera dei deputati, il partito al governo ha accettato 200 modifiche al progetto, riuscendo cos&igrave; a ottenere il sostegno della sinistra. La norma &egrave; stata approvata alla Camera dei deputati con 146 voti favorevoli, tre contrari e tre astensioni, ma il principale oppositore se ne &egrave; andato senza votare, in segno di protesta. <\/p>\n<p>Il Senato ha discusso principalmente dell&rsquo;autorit&agrave; garante per il controllo. Alla Camera, i partiti di sinistra erano riusciti a conferire all&rsquo;authority un carattere autarchico e decentralizzato, con un numero maggiore di membri ma una partecipazione ridotta dell&rsquo;Esecutivo, cosa che non ha scalfito l&rsquo;opposizione. <\/p>\n<p>La nuova authority, che va a sostituire il Comitato federale argentino per la radiodiffusione (Comit&eacute; Federal de Radiodifusi&oacute;n), creato dalla dittatura e controllato dal governo,  avr&agrave; sette membri: due designati dall&rsquo;Esecutivo, tre dal Parlamento, (eletti dai primi tre gruppi minoritari) e due provenienti da una commissione federale di esperti. <\/p>\n<p>Oggetto di critiche &egrave; stato anche l&rsquo;articolo che stabilisce un solo anno come termine entro cui le aziende detentrici di oltre dieci licenze devono recepire la normativa. L&rsquo;opposizione teme che tanta premura possa indurre i proprietari a svendere le aziende, e che queste siano poi acquisite da &lsquo;&rsquo;amici&rsquo;&rsquo; del governo. <\/p>\n<p>Questo l&rsquo;avviso del semiologo Eliseo Ver&oacute;n, in un editoriale comparso sul quotidiano Perfil. &#8220;In fondo &ndash; scrive Ver&oacute;n &ndash; la lotta incarnata da una nuova legge sui mezzi di comunicazione non &egrave; che un tentativo enorme da parte del governo, di recuperare il potere, con lo scopo di predare alcune aziende mediatiche nemiche per concederle agli amici&#8221;. <\/p>\n<p>Infine, i senatori all&rsquo;opposizione hanno discusso l&rsquo;assegnazione allo Stato della facolt&agrave; di concedere licenze di spazi pubblici nelle citt&agrave; con oltre 500.000 abitanti, previo bando pubblico, affermando che equivale a creare un nuovo monopolio, di stampo statale. <\/p>\n<p>Nonostante tutto, alla vigilia della discussione in Parlamento, il disegno di legge &egrave; stato approvato ed elogiato dal relatore speciale delle Nazioni Unite per la Promozione e la Protezione della Libert&agrave; di Opinione ed Espressione, il guatemalteco Frank La Rue, che lo ha definito &ldquo;esempio per tutti i paesi&#8221; come strumento di garanzia all&rsquo;accesso ai mezzi di comunicazione per tutte le parti sociali. <\/p>\n<p>&#8220;Rispetto alla progressiva concentrazione dei mass media, &egrave; un passo avanti per l&rsquo;America Latina&#8221;, ha detto il relatore speciale dell&rsquo;ONU. <\/p>\n<p>Molti accademici e attivisti umanitari hanno espresso fermo appoggio alla nuova legge, andando ben oltre l&rsquo;opportunit&agrave; politica fornita dal governo Fern&aacute;ndez, reduce da una sconfitta alle elezioni di giugno. <\/p>\n<p>In un&rsquo;intervista a IPS, Adolfo P&eacute;rez Esquivel, premio Nobel per la Pace nel 1980, ha affermato che l&rsquo;approvazione della nuova legge era imprescindibile. &#8220;Non potevamo andare avanti con una legge risalente alla dittatura, fatta da Jorge Rafael Videla&#8221;, ha affermato l&rsquo;attivista, severo critico del governo a pi&ugrave; riprese. <\/p>\n<p>&#8220;La resistenza alla legge deriva dal fatto che va a toccare gli interessi dei grandi gruppi, come il Clar&iacute;n, che infatti ha promosso una grande campagna contro la sua approvazione. Ma non &egrave; una legge K&#8221;, ha chiarito alludendo all&rsquo;emittente TN, di Clar&iacute;n, che parlando di questa norma titolava &#8220;legge K sui media&#8221; per via dell&rsquo;ex presidente Kirchner. <\/p>\n<p>&#8220;Vogliono farla passare come una legge ideata dal governo, ma noi delle organizzazioni sociali stiamo lavorando da 25 anni alla stesura di una legge che regolamenti i media in maniera democratica&#8221;, ha ribadito P&eacute;rez Esquivel, che il comitato norvegese ha voluto premiare con il Nobel proprio per il suo impegno nella lotta per i diritti umani durante la dittatura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BUENOS AIRES, 13 ottobre 2009 (IPS) &#8211; Non senza dure critiche da parte dei mezzi di comunicazione privati, il Congresso argentino modifica la Legge sui Servizi Audiovisivi, riducendo il monopolio mediatico. La legge &egrave; appoggiata da una ampia rete di&hellip; <a href=\"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/10\/13\/comunicazioni-argentina-nuova-legge-sugli-audiovisivi\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":30,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[5,12,1,32,33],"tags":[],"class_list":["post-1154","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-america-latina","category-comunicazione-nuove-tecnologie-e-media","category-headlines","category-politica","category-popolazione"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1154","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/30"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1154"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1154\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1154"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1154"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1154"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}