{"id":1093,"date":"2009-02-23T18:57:39","date_gmt":"2009-02-23T18:57:39","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2009\/02\/23\/petrolio-la-benzina-delle-canaglie\/"},"modified":"2009-02-23T18:57:39","modified_gmt":"2009-02-23T18:57:39","slug":"petrolio-la-benzina-delle-canaglie","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/02\/23\/petrolio-la-benzina-delle-canaglie\/","title":{"rendered":"PETROLIO: La benzina delle canaglie"},"content":{"rendered":"<p>CARACAS, 23 febbraio 2009 (IPS) &#8211; La storia del petrolio venezuelano &egrave; legata alla principale potenza &lsquo;consumatrice&rsquo; del pianeta, gli Stati Uniti, ma se il nuovo piano su energia e ambiente del presidente Barack Obama raggiunger&agrave; i suoi obiettivi, entro un decennio Caracas non potr&agrave; pi&ugrave; contare sul mercato statunitense per greggio e derivati.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il piano &ldquo;Nuova energia per l&rsquo;America&rdquo;, lanciato il 26 gennaio da Washington, prevede tra i primi quattro obiettivi quello di &ldquo;eliminare le nostre attuali importazioni da Medio Oriente e Venezuela, entro 10 anni&rdquo;. <\/p>\n<p>Nel firmare i decreti per la realizzazione del piano, Obama ha dichiarato che uno dei suoi obiettivi &egrave; rendersi indipendente dal petrolio &ldquo;proveniente da regimi ostili&rdquo;, attraverso un risparmio nel consumo di almeno 14 milioni di barili al giorno a partire dal 2011. <\/p>\n<p>I primi commenti del presidente venezuelano Hugo Ch&aacute;vez sono arrivati il 2 febbraio. &ldquo;A me sembra che al presidente Obama abbiano fatto prendere lucciole per lanterne sul tema dell&rsquo;energia&rdquo;, ha dichiarato, ribadendo che Washington continuer&agrave; a dipendere dal petrolio importato.<\/p>\n<p>Ch&aacute;vez, che ha valutato il piano in termini globali e senza uno specifico riferimento al caso venezuelano, si &egrave; complimentato per la decisione della nuova amministrazione Usa di promuovere l&rsquo;uso di energia pulita, offrendosi di collaborare nel dare impulso all&rsquo;energia solare, eolica o delle correnti marine. <\/p>\n<p>&ldquo;Tutto ci&ograve; mi sembra meraviglioso, ma difficilmente gli Usa nel breve periodo si libereranno dal petrolio, di cui hanno bisogno come l&rsquo;aria, come l&rsquo;ossigeno&rdquo;, ha assicurato Ch&aacute;vez, per il quale nei prossimi anni &ldquo;sar&agrave; inevitabile un incremento nel consumo di petrolio&rdquo; a livello mondiale. <\/p>\n<p>Alcuni esperti di geostrategia energetica e di relazioni petrolifere tra Usa e Venezuela ritengono, invece che il piano di Obama rappresenti una svolta radicale nel legame storico tra le due potenze di importazione ed esportazione del greggio nel continente americano. <\/p>\n<p>&ldquo;Il Venezuela &egrave; l&rsquo;unico importatore di petrolio menzionato espressamente nel piano, e senza mezzi termini; si dice che entro 10 anni sar&agrave; eliminato come fornitore&rdquo;, ha dichiarato Jos&eacute; Su&aacute;rez N&uacute;&ntilde;ez, editorialista di PetroFinanzas. <\/p>\n<p>V&iacute;ctor Poleo, docente universitario, viceministro per l&rsquo;energia di Ch&aacute;vez all&rsquo;inizio del suo governo e oggi critico sulla gestione pubblica in materia di petrolio, ha dichiarato che il piano di Obama avr&agrave; un impatto tale per il paese che l&rsquo;ultima decade potrebbe essere stata per il Venezuela &ldquo;l&rsquo;ultima ondata di redditi petroliferi elevati&rdquo;.<\/p>\n<p>La congiuntura della prima grande crisi globale del ventunesimo secolo col ruolo dei combustibili fossili nel cambiamento climatico e la nuova leadership della prima potenza del pianeta lascia presagire, secondo Poleo, una nuova era del consumo di energia, in cui il petrolio perder&agrave; il proprio primato in favore di fonti pulite, allontanando l&rsquo;umanit&agrave; da uno sviluppo suicida. <\/p>\n<p>Elie Habali&aacute;n, anche lui professore universitario membro del primo team di Ch&aacute;vez in materia di energia e oggi critico verso la sua strategia, ha commentato che i responsabili del settore in Venezuela &ldquo;non capiscono la dimensione e la portata dei cambiamenti che incideranno sul petrolio e le nuove dinamiche tecnologiche-energetiche-ecologiche di cui oggi Obama si &egrave; fatto paladino&rdquo;. <\/p>\n<p>Il Venezuela, i cui popoli originari utilizzavano il petrolio ancor prima dell&rsquo;arrivo di Cristoforo Colombo in America, &egrave; diventato produttore di greggio all&rsquo;inizio del ventesimo secolo, e da allora lo sviluppo del prodotto &#8211; da cui la sua economia dipende &#8211; &egrave; sempre rimasto legato agli Stati Uniti. <\/p>\n<p>Non solo erano statunitensi le multinazionali che parteciparono maggiormente allo sviluppo petrolifero fino alla nazionalizzazione dell&rsquo;industria nel 1976, ma &egrave; la stessa geografia ad aver imposto come scelta pi&ugrave; conveniente le relazioni commerciali con il vicino e principale importatore di petrolio al mondo. <\/p>\n<p>Per Washington, il Venezuela &egrave; sempre stato, prima e dopo la nazionalizzazione, il fornitore pi&ugrave; affidabile. Caracas fu tra i fondatori nel 1960 dell&rsquo;Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opep), creata per difendere gli interessi dei produttori di una risorsa strategica e non rinnovabile, ma non ha mai partecipato agli embargo del gruppo, per ragioni politiche. <\/p>\n<p>Ch&aacute;vez ha invece utilizzato sempre di pi&ugrave; il petrolio come un&rsquo;arma politica nelle proprie relazioni internazionali, soprattutto con gli Stati Uniti, sin da quando &egrave; salito al potere nel 1999 e ha cominciato a promuovere &ldquo;il socialismo del ventunesimo secolo&rdquo;, forte della sovranit&agrave; petrolifera e dell&rsquo;appoggio dei popoli del Sud all&rsquo;indipendenza dall&rsquo;&ldquo;impero statunitense&rdquo;, uno dei suoi fondamenti. <\/p>\n<p>Dal 2005, Ch&aacute;vez ha aggiunto la minaccia di un blocco delle forniture di greggio alla sua guerra verbale contro il presidente Usa George W. Bush (2001-2009), che ha accusato di aver imposto una politica di aggressione mondiale e regionale e di aver partecipato a diverse cospirazioni per rovesciarlo. <\/p>\n<p>Nel settembre 2008, il presidente venezuelano ha espulso l&rsquo;ambasciatore Usa, per solidariet&agrave; con un&rsquo;iniziativa analoga del governo della Bolivia, tra i principali alleati della &ldquo;rivoluzione bolivariana&rdquo;. <\/p>\n<p>Da allora, le relazioni bilaterali restano affidate agli incaricati d&#039;affari, anche se il 6 febbraio Ch&aacute;vez ha dichiarato di confidare in un cambiamento nelle relazioni adesso che a Washington si respira la &ldquo;ventata d&rsquo;aria fresca&rdquo; di Obama. &ldquo;Rispetteremo chi ci rispetta e siamo aperti al dialogo&rdquo;, ha dichiarato. <\/p>\n<p>Secondo Su&aacute;rez N&uacute;&ntilde;ez, il dipartimento per l&rsquo;energia Usa avrebbe contattato immediatamente i 200 compratori di greggio venezuelano, e &ldquo;tutti hanno garantito di disporre di forniture per sostituire quel greggio&rdquo; se la minaccia di Caracas dovesse concretizzarsi. <\/p>\n<p>Di fatto, la compagnia statale Petr&oacute;leos de Venezuela (PDVSA, Pedevesa) continua a destinare agli Stati Uniti circa 1,2 milioni di barili al giorno, che rappresentano pi&ugrave; del 50 per cento delle sue esportazioni. <\/p>\n<p>Negli anni &rsquo;90, il Venezuela era il secondo fornitore del paese nordamericano, mentre oggi &egrave; sceso al quinto posto, e le sue vendite rappresentano solo il 12 per cento delle importazioni statunitensi di greggio. <\/p>\n<p>Al tempo stesso, Pedevesa ha incoraggiato una diversificazione dei suoi mercati petroliferi, per proteggersi dall&#039;attuale andamento dei prezzi, che ha visto passare il paniere delle esportazioni venezuelane da nove dollari, quando Ch&aacute;vez &egrave; arrivato alla presidenza, a 150 dollari nel 2008, prima che cominciasse l&rsquo;attuale crollo. <\/p>\n<p>Il problema, ha spiegato Su&aacute;rez N&uacute;&ntilde;ez, &egrave; che tra i nuovi clienti solo la Cina ha un potenziale importante, visto che le altre destinazioni hanno tutte un risvolto politico, con accordi che prevedono il pagamento in natura o con scadenze fino a 15 anni. &ldquo;L&rsquo;unico che paga bene e a 30 giorni sono gli Stati Uniti&rdquo;, ha sottolineato. <\/p>\n<p>Adesso che la crisi finanziaria mondiale ha visto precipitare i prezzi del greggio e che il paniere petrolifero venezuelano si aggira intorno ai 37 dollari al barile &#8211; mentre il valore per il 2009 &egrave; stato fissato a 60 dollari &#8211; la diversificazione delle destinazioni si scontra con nuove difficolt&agrave; come i costi del trasporto, il surplus di offerta e la necessit&agrave; di nuovi sistemi di raffinazione del greggio.<\/p>\n<p>&ldquo;Piazzare un barile negli Stati Uniti costa 1,5 dollari mentre in Cina costa 10 dollari. In pi&ugrave; il Venezuela raffina 600mila barili al giorno nelle raffinerie nordamericane che hanno adattato i loro sistemi al greggio pesante&rdquo;, di difficile trasformazione e che rappresentano il 75 per cento della produzione locale, ha spiegato l&rsquo;esperto come esempio. <\/p>\n<p>La produzione venezuelana si conforma al 75 per cento di greggi pesanti &ldquo;e non esistono altri impianti di raffinazione adeguati per lavorarli fuori dagli Stati Uniti&rdquo;, ha aggiunto. <\/p>\n<p>Secondo Su&aacute;rez N&uacute;&ntilde;ez, il piano di Obama dichiara il Venezuela un paese da cancellare dalla lista dei fornitori nel momento peggiore, visto che lo scenario mondiale &egrave; &ldquo;gi&agrave; ostile, e Pevedesa deve affrontare contemporaneamente problemi di debito con i fornitori nazionali e stranieri, calo della produzione e entrate insufficienti a coprire il bilancio&#8221;. <\/p>\n<p>&ldquo;In concreto, il piano di Obama potrebbe accelerare la fine della fase degli alti utili provenienti dal petrolio per il Venezuela, e costringerci a confrontarci con la nostra realt&agrave; collettiva&rdquo;, ha commentato Poleo, considerando che la nuova leadership di Washington &ldquo;lancia e promuove un cambiamento strutturale della fonte energetica del motore a benzina, che ha dominato gran parte del ventesimo secolo&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;Il Venezuela pu&ograve;, ovviamente, cercare altri clienti per il suo petrolio, ma in tal caso sarebbe costretto ad una ripianificazione che richiede tempo&rdquo;, ha puntualizzato Habali&aacute;n. Per di pi&ugrave;, il reddito che ricaverebbe da altri mercati sar&agrave; sempre inferiore, e questo sarebbe un elemento chiave per cui il paese entrer&agrave; in un&rsquo;era di bassa redditivit&agrave; del prodotto, che rappresenta il 90 per cento delle sue esportazioni. <\/p>\n<p>&ldquo;Il trasporto di un barile in Cina o in India, i colossi emergenti nel consumo di energia, costa 10 dollari, che possono essere assorbiti quando il prezzo del barile &egrave; a 90 dollari, ma non quando il suo valore scende a 30&rdquo;, ha spiegato. <\/p>\n<p>&ldquo;Gli Stati Uniti possono tranquillamente ridurre o perfino eliminare gli acquisti venezuelani, mentre il Venezuela, sul breve e medio periodo, avr&agrave; dei grossi problemi se perder&agrave; il suo cliente storico&rdquo;.&copy; Il manifesto<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CARACAS, 23 febbraio 2009 (IPS) &#8211; La storia del petrolio venezuelano &egrave; legata alla principale potenza &lsquo;consumatrice&rsquo; del pianeta, gli Stati Uniti, ma se il nuovo piano su energia e ambiente del presidente Barack Obama raggiunger&agrave; i suoi obiettivi, entro&hellip; <a href=\"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/02\/23\/petrolio-la-benzina-delle-canaglie\/\" class=\"more-link\"> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":350,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[5,18,1,25,32],"tags":[],"class_list":["post-1093","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-america-latina","category-economia","category-headlines","category-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1093","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/350"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1093"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1093\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1093"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1093"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1093"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}