{"id":1074,"date":"2009-01-13T15:14:30","date_gmt":"2009-01-13T15:14:30","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2009\/01\/13\/pakistan-incubo-per-i-civili-sfollati-nel-conflitto\/"},"modified":"2009-01-13T15:14:30","modified_gmt":"2009-01-13T15:14:30","slug":"pakistan-incubo-per-i-civili-sfollati-nel-conflitto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2009\/01\/13\/pakistan-incubo-per-i-civili-sfollati-nel-conflitto\/","title":{"rendered":"PAKISTAN: Incubo per i civili sfollati nel conflitto"},"content":{"rendered":"<p>PESHAWAR, 13 gennaio 2009 (IPS) &#8211; &ldquo;&Egrave; un inferno! Niente elettricit&agrave;, niente acqua potabile! Questa non<br \/>\n&egrave; vita, stavamo meglio a casa nostra!&rdquo;, sbotta Arjumand Khanum,<br \/>\nrifugiata della Bajaur Agency, al confine tra Pakistan e Afghanistan.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1368\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1368\" class=\"size-full wp-image-1368\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/ashcamp3.jpg\" alt=\"Kashmala Bibi sorride mentre porta una scatola di provviste alla sua tenda. Ashfaq Yusufzai\/IPS\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1368\" class=\"wp-caption-text\">Kashmala Bibi sorride mentre porta una scatola di provviste alla sua tenda.<br \/>Ashfaq Yusufzai\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>Khanum, 60 anni, vive in una tenda del campo di Kacha Garhi, alla periferia di Peshawar, capitale della Provincia della Frontiera  del Nord-Ovest (NWFP).<\/p>\n<p>Si stima che dal 22 settembre circa 400mila persone avrebbero abbandonato le loro case nella Bajaur Agency, in seguito all&rsquo;operazione militare lanciata dall&rsquo;esercito pakistano contro i militanti talebani.<\/p>\n<p>Nel campo di Kacha Garhi, le condizioni di vita sono terribili. I pi&ugrave; colpiti sono i bambini. I sette bambini di Khanum, tra i 12  anni e pochi mesi d&rsquo;et&agrave;, sono ricoperti di punture di zanzare. &ldquo;I  bambini piangono tutta la notte&rdquo;, racconta.<\/p>\n<p>Il governo della NWFP ha installato 11 campi per ospitare gli  sfollati interni (IDP, dall&rsquo;acronimo inglese) provenienti dalla  Bajaur Agency e Mohmand Agency, due delle Aree tribali di  amministrazione federale (FATA), e dallo Swat, un distretto della  NWFP, dal 2006 devastato dalle violenze.<\/p>\n<p>I civili, intrappolati nel fuoco incrociato, sono fuggiti a Peshawar  e in altre parti della NWFP.<\/p>\n<p>&ldquo;Un quarto delle persone sfollate vive nei campi profughi; gli  altri vivono in casa di parenti o in appartamenti in affitto&rdquo;,  spiega Jamil Amjad, presidente della NWFP Disasters  Management Cell.<\/p>\n<p>&ldquo;Circa il 51 per cento dei residenti nei campi soffre di infezioni  respiratorie acute, e il 19 per cento ha sofferto di diarrea  acquosa acuta&rdquo;, segnala Saeed Akbar Khan, medico  dell&rsquo;Organizzazione mondiale della sanit&agrave; (OMS), che insieme al  Programma alimentare mondiale (PAM) e all&rsquo;UNICEF, il Fondo  ONU per l&rsquo;infanzia, ha lanciato ad ottobre un appello per 30  milioni di dollari in aiuti per gli IDP.<\/p>\n<p>L&rsquo;UNICEF stima che il 15 per cento dei bambini nei campi  profughi sia gravemente malnutrito. I pi&ugrave; colpiti sono i bambini  dei distretti di Nowshera, Lower Dir, Mardan, Charsadda,  secondo il medico Saeed Anwar. L&rsquo;incidenza di scabbia &egrave; del 4  per cento, dei casi di febbre inspiegabile del 6 per cento,  sospetta malaria del 3 per cento, e diarrea sanguinolenta dell&rsquo;1  per cento, riferisce.<\/p>\n<p>In assenza di tende attrezzate per l&rsquo;inverno, con l&rsquo;intensificarsi  del freddo pungente si moltiplicano le difficolt&agrave; per gli IDP,  spiega all&rsquo;IPS Amjad, della NWFP Disasters Management Cell.  &ldquo;Nessuno v&agrave; al bagno di notte. &Egrave; un grosso guaio&rdquo;, commenta  Khanum.<\/p>\n<p>I residenti del campo di Mardan hanno chiesto strutture migliori.  &ldquo;Abbiamo protestato per avere pi&ugrave; strutture sanitarie, acqua  potabile pulita e derrate alimentari, ma nessuna delle nostre  domande ha trovato ascolto&rdquo;, lamenta Shakoor Khan, un  agricoltore da Mohmand.<\/p>\n<p>Safia, di sette anni, proveniente dalla Bajaur Agency, &egrave; morta di  diarrea nel campo di Mardan il 21 ottobre. Gli operatori del  campo non sono riusciti a far arrivare un&rsquo;ambulanza per portarla  in ospedale, denuncia un rapporto del dipartimento della salute.<\/p>\n<p>Alla fine di novembre, Mardan ospitava 3.120 famiglie. L&rsquo;OMS ha  riportato un&rsquo;epidemia di diarrea nel campo, con il ricovero di  5.325 persone e la morte di un bambino di 6 anni, Hazirullah.  &ldquo;Poteva essere salvato se fosse stato portato in tempo in  ospedale&rdquo;, si legge in un rapporto dell&rsquo;OMS.<\/p>\n<p>Anche nel campo di Peshawar &egrave; stato registrato un morto. &ldquo;Una  donna anziana &egrave; morta dopo che le &egrave; stato negato il ricovero nel  Hayatabad Medical Complex (HMC), il 15 ottobre scorso.  Abbiamo quindi presentato un reclamo al governo, ma non &egrave;  successo niente&rdquo;, confida un funzionario dell&rsquo;OMS che non ha  voluto essere identificato.<\/p>\n<p>L&rsquo;UNICEF, in uno sforzo di sensibilizzazione sul tema della  nutrizione, ha lanciato un programma per addestrare 10 persone  in ogni campo in &#039;gestione su base comunitaria della  malnutrizione acuta&#039; (Community Based Management of Acute  Malnutrition, CMAM).<\/p>\n<p>Un funzionario delle Nazioni Unite ha posto l&rsquo;accento sullo  scarso coordinamento tra il governo e le agenzie di donatori,  come causa principale della scarsa assistenza umanitaria attiva  nei campi. &ldquo;Finora, ci sono stati tre morti, uno a Kacha Garni e  due nel campo di Mardan, e tutto a causa della negligenza del  governo&rdquo;, sostiene il funzionario.<\/p>\n<p>Le cose potrebbero peggiorare, avverte Anjad della NWFP  Disasters Management Cell. &ldquo;Con l&rsquo;attivit&agrave; incessante dei  militanti, temiamo che arriveranno sempre pi&ugrave; persone in questi  campi&rdquo;, osserva.<\/p>\n<p>&ldquo;Dopo due giorni di piogge continue, l&rsquo;8 e il 9 dicembre, la vita  nel campo si era paralizzata. Non si cucinava pi&ugrave;; ogni attivit&agrave; si  era fermata&rdquo;, racconta Shukria Bibi, 55 anni, giunta al campo di  Peshawar da Dir lo scorso mese.<\/p>\n<p>Non ci sono scuole per i bambini, e nessuna speranza di  occupazione per gli adulti.<\/p>\n<p>Abdul Hameed, presidente dell&rsquo;Associazione pediatrica del  Pakistan (PPA), ha dichiarato: &ldquo;Il governo dovrebbe occuparsi del  problema della salute infantile, delle strutture di ricovero ed  educative&rdquo;.  Il Pakistan, firmatario della Convenzione ONU dei  diritti dell&rsquo;infanzia, &egrave; obbligato a tutelare i diritti di circa 17mila  bambini tra gli IDP.<\/p>\n<p>&ldquo;Desidero tantissimo ritornare alla mia scuola. Passo tutto il  giorno qui (nel campo di Mardan) a non far niente&rdquo;, lamenta  Kashmala Bibi, 11 anni. Frequentava il quarto anno di scuola  primaria nella Mohmand Agency, Spiega, prima che scoppiassero  gli scontri tra le truppe governative e i militanti talebani, che  hanno sradicato la sua famiglia.<\/p>\n<p>&ldquo;Questi bambini potrebbero diventare dei mostri in futuro, se  non verranno riabilitati&rdquo;, avverte Hameed, facendo un parallelo  con i talebani provenienti dalle famiglie afgane rifugiate in  Pakistan, che hanno preso il potere a Kabul ponendo le basi  dell&rsquo;attuale conflitto in entrambi i paesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PESHAWAR, 13 gennaio 2009 (IPS) &#8211; &ldquo;&Egrave; un inferno! Niente elettricit&agrave;, niente acqua potabile! 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