{"id":1039,"date":"2008-10-16T20:07:47","date_gmt":"2008-10-16T20:07:47","guid":{"rendered":"http:\/\/ipsnews.net\/ipsnotizie\/2008\/10\/16\/poverta-e-il-momento-di-agire\/"},"modified":"2008-10-16T20:07:47","modified_gmt":"2008-10-16T20:07:47","slug":"poverta-e-il-momento-di-agire","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/ipsnews.net\/italiano\/2008\/10\/16\/poverta-e-il-momento-di-agire\/","title":{"rendered":"POVERTA&#8217;: E&#8217; il momento di agire"},"content":{"rendered":"<p>ROMA, 16 ottobre 2008 (IPS) &#8211; &#8220;Non basta pi&ugrave; alzarsi e gridare, dobbiamo dimostrare il nostro impegno per la lotta alla povert&agrave; attraverso azioni concrete&rdquo;. Marina Ponti spiega con queste parole gli obiettivi della campagna di quest&rsquo;anno organizzata dalla Coalizione Mondiale contro la Povert&agrave; (GCAP).<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><div align='center'><div id=\"attachment_1312\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1312\" class=\"size-full wp-image-1312\" src=\"\/ipsnotizie\/\/imagenes\/images_site\/Marina_Ponti.JPG\" alt=\"Marina Ponti Sabina Zaccaro\/IPS\" width=\"200\"\/><p id=\"caption-attachment-1312\" class=\"wp-caption-text\">Marina Ponti<br \/>Sabina Zaccaro\/IPS<\/p><\/div><\/div>\n<p>Ponti, direttrice per l&rsquo;Europa della Campagna del Millennio delle nazioni Unite, &egrave; convinta che &ldquo;alzarsi in piedi sia un forte segno di solidariet&agrave;. Non possiamo rimanere seduti di fronte alla povert&agrave; del mondo&rdquo;. <\/p>\n<p>Gli Obiettivi del Millennio sono stati adottati nel 2000 dalla comunit&agrave; internazionale come base di partenza per sradicare la miseria e le disuguaglianze nel mondo.<\/p>\n<p>&#8220;L&rsquo;anno scorso abbiamo rafforzato il concetto aggiungendo &ldquo;Speak Out&rdquo;, ovvero &#8220;fatti sentire!&#8221;. La nostra voce doveva essere abbastanza forte per forare l&rsquo;attenzione dei governanti. Ora dobbiamo agire&rdquo;, ha aggiunto Ponti riferendosi al tema del 2008, &ldquo;Stand Up &#038; Take Action&rdquo;.  <\/p>\n<p>Il numero di persone che si sono alzate in piedi nel corso delle due passate edizioni dello &ldquo;Stand Up&rdquo; &egrave; cresciuto in modo esponenziale nel corso degli anni. Nel 2006 sono stati 23,5 milioni quelli che con la loro partecipazione hanno stabilito un record che gli &egrave; valso l&rsquo;ingresso nel Libro Guinnes dei Primati. L&rsquo;anno scorso, animati dallo slogan &ldquo;Stand Up &#038; Speak Out&rdquo;, la cifra ha toccato la nuova quota record di 43,7 milioni di persone.<\/p>\n<p>L&rsquo;obiettivo di quest&rsquo;anno &egrave; quello di far s&igrave; che 67 milioni di persone in tutto il mondo, l&rsquo;1 per cento della popolazione globale, si uniscano in una richiesta unica ai loro governi: porre fine alla povert&agrave; e alla disuguaglianza, attraverso eventi organizzati fra il 17 e il 19 ottobre, in coincidenza con la Giornata Mondiale per la lotta alla povert&agrave; che si celebrer&agrave; questo venerd&igrave;. <\/p>\n<p>&#8220;Siamo molto ottimisti&#8221; ha detto Ponti all&#039;IPS. &#8220;Riuscire a mobilitare un numero cos&igrave; alto di persone sarebbe un risultato che i leader politici non potranno ignorare. Sarebbe una prova forte della presa di coscienza della gente nei confronti di questo grave problema. Sono sicura che i cittadini siano molto pi&ugrave; consapevoli sul tema della povert&agrave; rispetto ai governi&#8221;. <\/p>\n<p>L&rsquo;Italia sar&agrave; uno dei &ldquo;luoghi caldi&rdquo; nel piano di mobilitazione del GCAP durante questo fine settimana.<\/p>\n<p>Proprio l&rsquo;Italia, dove nel 2007 si sono contati 7,53 milioni di poveri secondo gli ultimi dati dell&#039;Istat, ha fatto da scenario alla protesta di 756mila persone durante la precedente campagna. <\/p>\n<p>&#8220;Il successo dello &#039;Stand Up&#039; dello scorso anno &egrave; stato dovuto da una parte al fatto che &egrave; stato organizzato, e si &egrave; incorporato, con la Marcia per la pace Perugia-Assisi, e dall&rsquo;altra all&rsquo;ottimo coordinamento delle organizzazioni locali e nazionali&#8221; ha spiegato Ponti.<\/p>\n<p>Secondo Sergio Marelli, presidente dell&rsquo;associazione ONG Italiane, &ldquo;la coalizione italiana ha un certo peso all&rsquo;interno della coalizione mondiale. E la cosa pi&ugrave; importante &egrave; la struttura interna del movimento, composto da pi&ugrave; di 70 ONG, sindacati e altre associazioni. Questa presenza ci d&agrave; forza in ambito internazionale&#8221;. <\/p>\n<p>I motivi della protesta in Italia si focalizzano sulla riduzione degli stanziamenti destinati alla cooperazione internazionale disposte dal governo italiano. &ldquo;L&rsquo;Italia ha annunciato tagli allo sviluppo molto prima dello scoppio dell&rsquo;attuale crisi finanziaria. Noi chiediamo a gran voce un intervento pi&ugrave; concreto dato che il nostro &egrave; uno degli ultimi paesi in Europa a rispettare gli standard degli aiuti allo sviluppo. La riduzione dei fondi per la cooperazione programmata per il prossimo triennio rappresenta un messaggio politico molto negativo&#8221;, ha dichiarato Ponti.<\/p>\n<p>Per questo motivo gli organizzatori italiani della campagna invitano a protestare contro il decreto legge 112, approvato dal governo lo scorso giugno, che ha ridotto di 170 milioni di euro all&rsquo;anno gli aiuti ai paesi in via di sviluppo per il triennio 2009-2011. Nei fatti, il decreto ha scavalcato la legge di Cooperazione dell&rsquo;Italia con i Paesi in via di sviluppo, del 1987, che prevede che gli stanziamenti destinati agli aiuti sono determinati su base triennale con legge finanziaria. <\/p>\n<p>Il Ministero degli Affari Esteri, responsabile della gestione delle somme per gli aiuti allo sviluppo, ha attualmente a disposizione una cifra pari a 738 milioni di euro. Nonostante l&rsquo;attenzione dell&rsquo;opinione pubblica sia alta e forte bisogna, tuttavia, aspettare e vedere quali saranno i risultati da qui ai prossimi tre anni. <\/p>\n<p>Ponti ha ammesso che &#8220;la situazione &egrave; abbastanza preoccupante in vista del fatto che il prossimo anno l&rsquo;Italia presieder&agrave; il G8 (il gruppo degli otto paesi pi&ugrave; potenti). Di questo passo, scandito da questi tagli alla cooperazione, il Paese perder&agrave; sicuramente di credibilit&agrave; di fronte alla comunit&agrave; internazionale&rdquo;. <\/p>\n<p>Il G8 &egrave; formato da Germania, Canada, Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Italia, Giappone e Russia.<\/p>\n<p>Per Marelli, il comportamento dei governi nei confronti del tema sviluppo non deve essere analizzato a livello globale ma stato per stato.<\/p>\n<p>&#8220;Gli Stati sono sempre pi&ugrave; divisi fra quelli che si nascondono dietro la giustificazione di una congiuntura economica negativa e quelli che invece continuano a sostenere lo sviluppo&rdquo;, ha detto Marelli all&#039;IPS.<\/p>\n<p>&#8220;Ci sono paesi, come la Francia e la Spagna, che hanno aumentato gli stanziamenti per lo sviluppo e altri, come la Germania e la Gran Bretagna, che li hanno mantenuti stabili. I paesi del nord Europa sono perfino arrivati al destinare allo sviluppo lo 0,7 per cento del Prodotto interno Lordo (PIL), un impegno assunto da tempo dalle nazioni ricche.<\/p>\n<p>&#8220;L&rsquo;Italia invece ha ridotto gli aiuti in modo drastico. Il pronostico &egrave; assolutamente preoccupante. La proporzione fra gli aiuti pubblici allo sviluppo e il PIL passer&agrave; dallo 0,2 allo 0,1 percento&rdquo;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>Secondo il presidente delle ONG, &#8220;l&rsquo;attuale situazione economica mondiale non &egrave; una giustificazione sufficiente per operare dei tagli allo sviluppo. Il governo deve capire una volta per tutte che l&rsquo;investimento nella lotta alla povert&agrave; &egrave; un investimento sicuro e necessario per sostenere uno sviluppo economico pi&ugrave; razionale e ordinato&rdquo;.<\/p>\n<p>&#8220;Il dovere dei cittadini &egrave; quello di vigilare e osservare se le decisioni del governo concordano con la volont&agrave; politica del paese&#8221;, ha detto Ponti. &#8220;Pretendiamo il compimento degli impegni da parte dello Stato e una dichiarazione di dissenso da parte della gente&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;La nostra critica &egrave; indifferente alle maggioranze governative o al colore dei partiti politici. Gli italiani sono un popolo unito e molto sensibile a questi problemi. Un popolo sempre pronto a mobilitarsi, qualunque sia il governo contro il quale &egrave; chiamato a farlo&rdquo; ha concluso Marelli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA, 16 ottobre 2008 (IPS) &#8211; &#8220;Non basta pi&ugrave; alzarsi e gridare, dobbiamo dimostrare il nostro impegno per la lotta alla povert&agrave; attraverso azioni concrete&rdquo;. 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