Roma, 27 ottobre 2010 (IPS) – Otto artisti per gli otto obiettivi del millennio. Parte domani a Roma il progetto “Il Prossimo Mio”, un ciclo di sei mostre in cui otto artisti daranno forma visiva agli obiettivi per richiamare a una necessaria presa di coscienza del prossimo, inteso come ‘altro’ ma anche come 'vicino’.


Il ciclo di mostre si inaugura con il primo obiettivo di sviluppo del millennio, dimezzare la povertà estrema e la fame nel mondo. L’opera, dal titolo (C)arte di credito, è realizzata da Vittorio Pavoncello.

Quattro incisioni ed una installazione resteranno esposte fino al 20 novembre alla galleria Whitecubealpigneto a Roma. Le tre incisioni di grandi dimensioni, già esposte alla Biennale di Lubjana del ’97, compongono una trilogia che affronta varie forme di povertà materiale e spirituale: Undernourished, Il mondo delle parole e Le solitudini. La quarta incisione dal titolo Il culto dell'Umanità – già parte della collezione dell’Israel Museum di Tel Aviv – simbolizza un modello di cultura che pone l’integrità del valore umano come perno della convivenza civile, premessa necessaria ad eliminare le ingiustizie sociali.

Al centro dello spazio, l’installazione Grazie, focalizzata sulla mendicità come presenza invisibile. La scena che Pavoncello ricrea nello spazio espositivo è la stessa che tante volte si osserva distrattamente per strada: l’assenza umana, qui trasformata in presenza tangibile, è sinonimo di un’identità negata dall’indifferenza di chi guarda.

“(C)arte di credito nasce da una riflessione meta-artistica sull’incisione come tecnica marginalizzata dall’arte contemporanea per giungere ad un discorso più ampio sull’Uomo, la povertà e l’esclusione sociale”, afferma Vittorio Pavoncello, artista, autore e regista teatrale noto per l’impegno sociale e la sua ricerca di nuove forme d'arte all'avanguardia, tra cui l'arte digitale.

Pavoncello fa parte del Webism Group of Worldwide Artists, movimento nato nel 2003 e composto da oltre 60 artisti provenienti da vari Paesi del mondo, che credono nell'arte come motore di cambiamento capace di favorire il superamento di tutte le barriere, da quelle politiche a quelle culturali.

I temi della povertà e dell’esclusione sociale troveranno poi voce nella pièce teatrale “1000 parole prima di morire” dello stesso autore, che verrà interpretata dagli attori Federica Fiorillo e Paolo Zaccaria che interpretano due fratelli costretti a scelte estreme per far fronte alle privazioni quotidiane.

L’eco delle ‘1000 parole prima di morire’ accompagna la visione delle altre opere esposte in un rapporto dialettico tra immagini e parole: se nel testo teatrale la povertà dell’uomo è indagata con severo realismo, le incisioni rimandano a un altro tipo di immaginario dove i simboli condensano la temporalità della narrazione. La figura umana, delineata attraverso poche ed essenziali linee, resta sospesa e immobile nello spazio e nel tempo e rappresenta l’Umanità nel senso più ampio possibile.© IPS