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L’Africa potrebbe rinunciare al riso asiatico, se i prezzi continueranno a salire

CAPE TOWN, 3 agosto 2010 (IPS) – La Tailandia, assieme ad altri paesi esportatori di riso, rischia di perdere l’alleanza commerciale con l’Africa, se i prezzi continueranno ad aumentare. Metà dei 10 milioni di tonnellate esportate dalla Tailandia lo scorso anno sono destinate all’Africa. Nigeria, Benin, Costa d’Avorio e Sud Africa sono tra i principali acquirenti.

Gli africani smetteranno di mangiare riso africano, se i prezzi saliranno ancora
Miriam Mannak/IPS

“Alcuni governi asiatici stanno considerando la possibilità di aumentare il prezzo del riso per aiutare i loro contadini. In Tailandia l’80 percento della popolazione lavora nell’agricoltura e costituisce quindi la maggior parte degli elettori del governo”, dice Miguel Lima del Mozambico, direttore commerciale di SeaRice Limited.

La compagnia svizzera è specializzata nell’esportazione di riso e Lima ha lavorato nel settore del riso in Africa negli ultimi 25 anni.

All’inizio di quest’anno la principale associazione di agricoltori della Tailandia – dopo la Cina il più grande paese produttore ed esportatore del mondo – ha chiesto al governo di intervenire per aumentare il prezzo di questa coltura.

Motivazione, il calo del prezzo del riso degli ultimi mesi e la possibilità che gli acquirenti stranieri posticipino gli acquisti in attesa del taglio dei prezzi.

I paesi africani hanno acquistato 1.4 milioni di tonnellate di riso tailandese durante i primi 5 mesi di quest’anno, secondo il governo tailandese. Lo scorso anno, nello stesso periodo, sono state acquistate circa 2 milioni di tonnellate. Il calo ha portato ad un abbassamento dei prezzi.

I contadini tailandesi temono che senza l’intervento del governo il prezzo possa scendere ulteriormente.

“Il problema dell’aumento del prezzo – calato dopo essere salito alle stelle nel 2007 e nel 2008 – è che i paesi produttori di riso stanno dimenticando l’importanza dei paesi africani, loro principali clienti”, sostiene Lima.

“La popolazione africana semplicemente non ha molti soldi da spendere”.

“E’giusto, gli agricoltori devono guadagnare decentemente ma occorre stare attenti a non spingersi troppo oltre. I consumatori africani faranno marcia indietro se il riso diventerà troppo costoso, cercheranno altri prodotti alimentari di base e questo distruggerà il mercato”.

Secondo la FAO la media mondiale dei prezzi del riso è cresciuta del 217 percento tra il 2006 e il 2008. Nel 2008 il prezzo del riso è aumentato dell’80 percento rispetto al 2007 e ha battuto il record nel maggio di quest’ anno con 1,038 dollari a tonnellata.

Sebbene da quel momento i prezzi siano scesi, l’incertezza è rimasta.

Uno dei problemi è che non appena si cambierà il riso con un altro alimento di base, come il miglio o la manioca, non si potrà più tornare indietro, fa notare Lima.

Questo è il caso“non solo perché la modifica di questi modelli richiede un sacco di fatica, ma anche perché l’agricoltura e l’acquisto di cereali come il miglio è molto più economico. Quando la gente se ne renderà conto, non tornerà più ad un alimento così costoso”.

Moses Adewuyi, del ministero dell’agricoltura e dello sviluppo rurale della Nigeria, concorda.

“Se il prezzo aumenterà, come è già accaduto nel 2007 e nel 2008, i consumatori nigeriani cominceranno ad usare altri cibi come manioca, mais, miglio, fagioli e patata dolce.

“La Nigeria, così come gli altri paesi africani, ha molti altri alimenti di base che possono sostituire il riso diventato oramai troppo costoso”, dice Lima.

“Lo scorso anno il prezzo nel mio paese è diminuito ma oggi i consumatori pagano circa 450 dollari a sacchetto. Nel 2007-2008 lo stesso quantitativo costava 900 dollari. Non possiamo permettere che si ripeta di nuovo”, spiega Adewuyi.

Una delle possibilità per la Nigeria – importatore di due milioni di tonnellate di riso all’anno, di cui la maggior parte proveniente dalla Tailandia – è di sviluppare l’industria locale del riso così da eludere il problema dell’aumento dei prezzi.

“Il governo sta programmando di aumentare la produzione così da essere meno dipendente dal mercato orientale”, afferma Adewuy.

La Nigeria è il più grande consumatore di riso in Africa così come è anche il principale produttore del continente.

“Noi produciamo 2.1 milioni di tonnellate annue di riso lavorato o bianco e 4,2 milioni di tonnellate di riso non lavorato”, Adewuyi spiega.

“Vogliamo aumentare la nostra produzione e la qualità dei nostri impianti di trattamento e credo che anche gli altri governi africani debbano farlo”.

Duong Phuong Thao responsabile commerciale del dipartimento export e import in Vietnam, difende l’appello degli agricoltori asiatici per l’intervento del governo.

Il Vietnam produce 24,3 milioni di tonnellate di riso all’anno, di cui circa otto milioni di tonnellate vengono esportate. Circa il 30 per cento di queste esportazioni è destinato all’Africa.

“I contadini vietnamiti vendono attualmente il loro riso al di sotto del prezzo di costo, e questo non è sostenibile. Abbiamo bisogno di pensare anche ai nostri agricoltori”.