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AMERICA LATINA: Dal Forum di Milano, nuove prospettive di integrazione economica con l’Italia

MILANO, 2 ottobre 2007 (IPS) – L'Italia deve dare un nuovo impulso alle sue relazioni economico-commerciali, e non solo, con i paesi dell'America Latina, perché “i rapporti e le relazioni tra i Paesi delle due sponde dell'oceano sono ben lontani dalle loro potenzialità”, come ha affermato Danilo Astori, ministro dell'Economica dell'Uruguay e presidente di turno del Mercosur, invitato dalla Rete Italia-America Latina (Rial) e della Camera di Commercio di Milano, che ha ospitato ieri il Forum preparatorio alla terza Conferenza Italia-America Latina.

La Conferenza, che si aprirà a Roma il 16 ottobre, è il punto di arrivo di una decina di eventi preparatori sparsi sul territorio nazionale sui temi specifici della cooperazione fra Italia e paesi latino-americani, dalle infrastrutture, alla cooperazione transfrontaliera, alla collaborazione scientifico-tecnologica.

Gli incontri preparatori e la Conferenza sono il frutto di una precisa strategia del governo italiano che – come ha precisato Donato di Santo, Sottosegretario agli Esteri con delega per l'America Latina – “vede la ripresa dei rapporti fra Italia e America Latina come una delle priorità della politica estera del nostro paese”.

La giornata di lavori presso la Camera di Commercio di Milano ha registrato il reciproco interesse per una maggiore presenza e partecipazione dell'Italia in America Latina, una regione che da quattro anni a questa parte cresce ad una media del 4,5 per cento annuo e rappresenta un mercato di quasi 500 milioni di persone.

“Se è vero che i rapporti economico-commerciali tra l'Italia e l'America Latina “hanno dato segnali interessanti di vitalità, con l'export italiano che nel 2006 è aumentato del 18,6 per cento, non possiamo nasconderci che siamo ancora a un livello non consono rispetto alle potenzialità che potremo sviluppare”, ha affermato Enrico Letta, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio sottolineando che “dobbiamo fare assolutamente di più perché non è immaginabile che il Mercosur possa assorbire soltanto l'1 per cento delle esportazioni italiane e ingeneri alla fine l'1,3 per cento dell'import italiano dal mondo”.

“L'America Latina sia direzione di marcia e obiettivo di fondo per l'internazionalizzazione del nostro Paese – ha continuato Letta – e questo vale per i grandi progetti infrastrutturali, per le imprese di medie dimensioni che oggi rappresentano lo sforzo principale per l'internazionalizzazione del nostro Paese, e per le istituzioni”.

Un invito già raccolto da Promos, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano per le attività internazionali, che con il supporto della Rete Italia America Latina (Rial) e della Banca interamericana di sviluppo (Bid), insieme al Banco Do Brasil, sta preparando una credit facility rivolta agli importatori brasiliani di tecnologia italiana. Si tratta di un fondo da 100 milioni di euro per offrire finanziamenti a medio e lungo termine a piccole e medie imprese brasiliane che acquistano tecnologia italiana.

Secondo Bruno Ermolli, presidente di Promos, questo progetto, pensato per venire incontro alle piccole e medie imprese locali che hanno difficoltà di accesso al credito, consentirà loro “un efficace appoggio finanziario”, oltre a favorire un maggior coinvolgimento delle imprese italiane al programma delle grandi opere infrastrutturali già in corso in molti di questi paesi.

Secondo il Ministro dell'Economia uruguayano Astori, è fondamentale “creare momenti di incontro per dar vita a nuove opportunità di investimento e commercio tra le due sponde dell'oceano e in particolare tra Italia e i Paesi del Sud America, che compongono l'area del Mercosur”. E questo si può fare solo “attraverso il commercio e gli investimenti”.

Queste partnership sono fondamentali per lo sviluppo, ha precisato Astori, che non ha mancato di sottolineare il legame fondamentale tra lo sviluppo e le politiche sociali.

“Non ci può essere stabilità economica, ha detto all'IPS, se c'è disuguaglianza ed esclusione sociale; per arrivare davvero allo sviluppo bisogna garantire sicurezza e condizioni di vita migliori, che vengono dall'accesso equo alla sanità e all'educazione”.

Secondo Astori, l'Italia può essere presente da subito in diversi comparti, dall'agroalimentare alla ricerca scientifica e tecnologica e, in generale una maggiore integrazione fra il blocco dei paesi latinoamericani e il potenziamento dei rapporti bilaterali e multilaterali, si tradurrebbe in un potenziamento di entrambe le parti nel sistema economico globalizzato.

L'America Latina ne è consapevole e per questo, proprio in Uruguay, fa sapere il Ministro dell'Economia, sono in corso profonde riforme con l'obiettivo di “lasciarsi alle spalle il disordine fiscale e puntare ad un maggiore equilibrio della spesa pubblica e del risparmio”.

Un'azione che non ha precedenti nel passato di questo paese, e che contribuisce a “creare un clima favorevole e incoraggiante per gli investimenti dall'estero.”

Altro dato emerso dal Forum di Milano è il ruolo strategico svolto dalle banche regionali di sviluppo, un ruolo chiave di supporto e sostegno agli investitori, sia nella fase di studio che in quella di attuazione dei progetti di investimento.