NAIROBI, 24 gennaio 2007 (IPS) – Nella prima giornata di lavori del Forum sociale mondiale, domenica scorsa, sono stati lanciati forti appelli per riforme fondamentali delle istituzioni internazionali, in favore di una “governance democratica della globalizzazione”, per la “promozione di uno sviluppo più equo e il rispetto della diversità culturale, ambientale e di genere”.
Il “Manifesto della Campagna mondiale per una riforma approfondita del sistema delle istituzioni internazionali” è la piattaforma sostenuta dal gruppo di cui fanno parte: Danielle Mitterand, moglie dell’ex presidente francese; Federico Mayor, ex direttore generale dell’Unesco; Samir Amin, del Forum du Tiers Monde; Kumi Naidoo, segretario generale di Civicus; Sara Longwe, della African Women’s Development and Communication Network; e Hassen Lorgat, di Sangoco (la Coalizione di Ong sudafricane) e Transparency SA.
L’iniziativa vuole anche lanciare un appello per istituire meccanismi che permettano ai cittadini del mondo e alle organizzazioni della società civile di ottenere la rappresentatività e la partecipazione diretta nei processi decisionali globali. In uno degli incontri del FSM, Longwe ha detto che l’attuale sistema Onu è gestito da “corporazioni fondamentaliste”, ed è sotto il dominio maschile. Ha anche aggiunto che i recenti cambiamenti sono stati una semplice “rispolverata” rispetto agli errori del passato, piuttosto che vere riforme.
Dopo il suo intervento, Longwe ha spiegato a IPS TerraViva che i forum come quello di Nairobi sono l’occasione per uscire dall'isolamento rispetto all’agenda delle riforme.
”Questo è il posto giusto per parlare di riforme”, ha detto Mitterand a IPS TerraViva.
A dimostrazione che le istituzioni internazionali mancano di governance democratica, Lorgat ha segnalato il fatto che i capi di alcune istituzioni importanti vengono nominati fondamentalmente dai poteri stabiliti – e ha evidenziato il ruolo degli Stati Uniti nella scelta del direttore generale della Banca mondiale.
Il gruppo, che punta anche ad integrare le istituzioni multilaterali – come Banca mondiale, FMI e OMC – all’interno delle Nazioni Unite, ha sottolineato il bisogno di Nazioni Unite “più forti e più democratiche” per mettere fine agli squilibri sociali.
La campagna per una riforma del sistema delle istituzioni internazionali, avviata nel 2006 e che dovrebbe durare fino al 2009, ha già ricevuto il sostegno, tra gli altri, dello scrittore Noam Chomsky; del Premio Nobel Gabriel García Márquez; dell’ex Alto commissario Onu per i diritti umani Mary Robinson; dell’ex presidente del Portogallo Mario Soares; e dell’ex segretario generale dell’Onu Boutros Boutros-Ghali.
Fino ad oggi, le riforme del sistema Onu si sono limitate a una ristrutturazione del segretariato delle Nazioni Unite a New York, e a continui cambiamenti nelle agenzie Onu, ma hanno evitato misure drastiche, come dare un ruolo formale ai gruppi della società civile nei processi decisionali, o integrare la Banca Mondiale e le istituzioni internazionali analoghe in un sistema delle Nazioni Unite governato in modo più democratico.
Naidoo, segretario generale di Civicus, e noto attivista sudafricano che si batte per la giustizia globale, ha lanciato un appello per porre fine al sistema dell’apartheid economico globale.
Il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale, ha aggiunto, fanno parte dello stesso sistema internazionale, con simili strutture di voto sbilanciate in favore dei paesi ricchi.
”L’Africa non chiede niente di speciale. Vuole solo ciò che la gente comune ovunque vuole, che sia in Asia, Africa o America Latina, e persino in Europa: mettere fine al sistema dell’apartheid economico globale”.