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FORUM SOCIALE MONDIALE: Bamako affronterà le note dolenti dell’Africa?

JOHANNESBURG, 16 gennaio 2005 (IPS) – La tappa africana del Forum Sociale Mondiale (FSM) prenderà il via tra pochi giorni a Bamako, capitale del Mali, con molte domande in agenda: guerra e militarismo, debito e commercio globale, per nominarne solo alcune.

Tuttavia, il sito web della conferenza, dove sono elencati questi temi, non nomina direttamente l’Aids, né l’esigenza di un buon governo per gli stati africani – malgrado queste siano tra le questioni chiave che oggi deve affrontare il continente per lo sviluppo.

Nonostante tali omissioni, l’attivista Vitalis Meja crede che l’Hiv e un governance onesta saranno argomento del FSM. Meja lavora per il Forum e la rete africana sul debito e lo sviluppo con sede ad Harare, e sarà presente al meeting di Bamako, in programma dal 19 al 23 gennaio.

”Il focus della conferenza sarà rivedere l’agenda neoliberista. Ciò non significa che le questioni relative ad Hiv/Aids e governo verranno eluse, bensì saranno discusse in una prospettiva più ampia”, ha detto Meja all’IPS.

”Le questioni di Hiv/Aids e di governance emergeranno comunque. Ad esempio, se ci sono abusi contro le donne in Darfur, saranno discussi nell’ambito della questione della governance”.

Il Darfur, regione del Sudan occidentale, è diventata la scena di una delle peggiori tragedie umanitarie del mondo, da quando è esploso il conflitto tra i due movimenti ribelli e il governo.

L’Africa porta il peso dell’80 per cento di tutti i casi mondiali di Hiv/Aids, secondo il Programma comune delle Nazioni Unite contro l'AIDS (UNAIDS).

”L’agenda (neoliberista) non fa abbastanza per combattere la povertà: tutta la ricchezza va alle nazioni ricche, impoverendo l’Africa. La conseguenza è che l’Africa sub-sahariana non ha risultati sufficientemente buoni riguardo a indicatori sociali, istruzione, sicurezza alimentare e salute”, ha proseguito Meja.

”Il tasso di crescita economica del continente è del 4,6 per cento, ma la povertà imperversa…A settembre del 2005, circa il 60 per cento della popolazione dell’Africa sub-sahariana viveva sotto la linea della miseria”, ha aggiunto l’attivista.

Tuttavia, Ayesha Kajee dell’Istituto sudafricano per gli affari internazionali con sede a Johannesburg, accusa il neoliberismo di essere la causa della maggior parte – se non di tutti – i mali dell’Africa.

”È un facile capro espiatorio, ma dovremmo riconoscere le responsabilità dei nostri leader”, ha detto Kajee all’IPS. “È ingiusto o impreciso accusare il neoliberismo di tutti i problemi dell’Africa, nonostante abbia un peso su alcuni di essi. Dobbiamo guardare oltre l’agenda neoliberista”.

”Bisogna considerare situazioni in cui la costituzione viene manipolata da un governo che vuole un terzo mandato, come in Uganda”, ha proseguito Kajee, riferendosi alla decisione del presidente Yoweri Museveni di modificare la costituzione, allo scopo di rimanere in carica per un terzo incarico.

Forse, ha suggerito Kajee, a Bamako la società civile farebbe bene a mettere se stessa sotto il microscopio.

”Abbiamo avuto società civili molto attive (in Africa) negli ultimi dieci anni, ma non hanno garantito informazioni sufficienti per rafforzare le popolazioni locali. Il potere dell’informazione è carente in Africa – è in questo che le società civili hanno fallito”, ha osservato Kajee, aggiungendo che gli attivisti asiatici avrebbero qualcosa da insegnare all’Africa, al riguardo.

”Un buon esempio è l’Asia, dove la società civile mette il diritto all’informazione in mano alla popolazione locale per attuare i cambiamenti nella distribuzione di servizi come acqua pulita, trasporto e comunicazioni…In Africa, la gente ha bisogno dell’informazione per obbligare i governi a cambiare le proprie politiche”.

Il FSM ha luogo ogni anno, e riunisce gruppi civici che si oppongono all’ordine politico ed economico globale. Era iniziato nel 2001 in alternativa al Forum Economico Mondiale, un meeting che si svolge annualmente nella città svizzera di Davos, dove si riuniscono capi di stato, uomini d’affari e simili.

Ad oggi, il FSM è stato tenuto nella città brasiliana di Porto Alegre, ad eccezione dell'edizione 2003, svoltasi a Mumbai, in India. Quest’anno si terrà in Africa per la prima volta (altri due FSM sono previsti prossimamente nella capitale venezuelana, Caracas – e nella capitale commerciale del Pakistan, Karachi).

Centinaia di attivisti sono attesi a Bamako per il FSM, tra cui molti delegati di gruppi della società civile. Sebbene la decisione di tenere un forum nel Mali fosse sicuramente motivata in parte dal desiderio di dibattiti più accessibili alla popolazione del continente, si spera che anche i delegati di altre parti del mondo saranno presenti.

”Una simile conferenza richiede la presenza di amici dell’Africa dall’Europa e dal Nord America”, ha detto all’IPS Sam Ndlovu, ricercatore presso l’Università del Sud Africa. “Senza il loro aiuto, le loro pressioni e le loro campagne, l’Africa – da sola — otterrà ben poco”.

Meja è d’accordo. “Aspettiamo i nostri amici da oltremare, in particolare da Europa e Stati Uniti, per unirsi a noi a Bamako”, ha dichiarato.