IPS Inter Press Service Agenzia Stampa

FINANZA: ‘Odioso’ il debito nigeriano per i deputati USA

WASHINGTON, 12 gennaio 2006 (IPS) – Gli attivisti anti-debito e alcuni deputati Usa stanno unendo le loro forze per chiedere all’amministrazione Bush di condonare gli arretrati dovuti dalla Nigeria e consentire alla nazione africana di investire in salute e istruzione attraverso il fondo sponsorizzato dalla Banca mondiale.

Diciotto membri del Congresso Usa hanno inviato una lettera al ministro del Tesoro John Snow e al presidente della Banca di Export-Import James Lambright, chiedendo a Washington di condonare parte dei 12,4 miliardi di dollari che la Nigeria dovrà pagare entro marzo, in base all’accordo sulla riduzione del debito raggiunto lo scorso anno dal Paris Club.

A ottobre, il comitato di creditori bilaterali del Club di Parigi aveva deciso di cancellare 18 miliardi di dollari sul debito totale nigeriano di 34 miliardi. Come parte dell’accordo, la Nigeria ha accettato di pagare ai suoi creditori nei successivi sei mesi 12,4 miliardi di dollari sugli arretrati. La prima frazione di 6,3 miliardi viene pagata ora, mentre l’altra dovrà essere corrisposta entro marzo.

Tuttavia, nella loro lettera i legislatori hanno spiegato che Washington dovrebbe restituire i fondi per ragioni umanitarie, soprattutto dato che la somma dovuta agli Stati Uniti – 396 milioni di dollari relativamente piccola.

La quota Usa del debito spetta alla Banca di Export-Import e all’Agenzia Usa per lo sviluppo internazionale (USAID).

”Pensiamo che gli Stati Uniti non dovrebbero accettare il pagamento del debito dalla Nigeria, uno dei paesi più impoveriti del mondo”, riporta la lettera, aggiungendo che l’ammortamento costerebbe agli Usa, l’economia più potente del mondo, “una somma relativamente piccola in termini di bilancio, ma grande in termini di impatto potenziale sulla Nigeria”.

I politici, guidati dai deputati democratici Donald Payne, del New Jersey, e Maxine Waters, della California, hanno ricordato che il 20 per cento dei bambini nigeriani non arrivano all’età di cinque anni. In questa nazione impoverita dell’Africa occidentale, 2500 bambini muoiono ogni giorno per malattie prevenibili, mentre più di 300.000 nigeriani muoiono ogni anno di Hiv/Aids.

Gli Stati Uniti, il settimo dei paesi creditori, detiene una quota del debito estero della Nigeria inferiore rispetto a Gran Bretagna, Italia, Francia o Germania.

Secondo la proposta, le somme condonate dovranno essere destinate alla riduzione della povertà, attraverso il Virtual Poverty Fund finanziato dalla Banca Mondiale. I legislatori propongono un programma trasparente che prevede il controllo del governo e di gruppi della società civile.

All’inizio del mese, diverse organizzazioni non governative, come ActionAid, Oxfam, Islamic Relief, Christian Aid e Jubilee Debt Campaign, hanno scritto al primo ministro inglese Tony Blair chiedendogli iniziative analoghe. I gruppi sostengono che le quote maggiori degli arretrati nigeriani sono destinate al governo britannico.

Secondo gli attivisti, ”ciò significa che solo nei prossimi mesi, il Regno Unito riceverà dalla Nigeria circa il doppio di quanto abbia donato per l’intera Africa nel 2005”.

Il pagamento imposto alla Nigeria è superiore anche al contributo della Gran Bretagna previsto dall’accordo del G8 sulla cancellazione del debito, destinato ad altri 18 paesi poveri nei prossimi 30 anni.

Londra prenderà il 26 per cento della somma dovuta, mentre il 17 per cento andrà a Italia, Francia e Germania.

Quando il Club di Parigi ha presentato il piano per l’ammortamento del debito in ottobre, i gruppi della società civile hanno criticato l’accordo giudicandolo incompleto, poiché non teneva conto del fatto che le cause del debito nigeriano derivano da prestiti fraudolenti o incrementati sulla base di sanzioni e interessi sugli arretrati accumulati da precedenti dittatori.

I legislatori Usa, nella loro recente lettera, si sono rivelati su posizioni analoghe, dichiarando che “la maggior parte del debito della Nigeria può essere considerato odioso, dato che i prestiti erano stati originariamente concessi a regimi autoritari, e molti venivano depredati mentre si accumulavano interessi e sanzioni”.

Organizzazioni anti-debito hanno criticato le condizioni dell’accordo del Club di Parigi, che secondo loro vincolerebbe la Nigeria a un nuovo rigido programma economico, promosso dal Fondo monetario internazionale (FMI) che non è tra i creditori.

L’FMI, controllato dalle nazioni più industrializzate del mondo, è stato spesso accusato di imporre politiche economiche severe, e spesso controverse, di cui beneficiano multinazionali ed elite locali a discapito dei poveri e del bene comune.

Tuttavia, chi si oppone alla cancellazione dei debiti della Nigeria sottolinea che la nazione produce petrolio e che dovrebbe poter usare i proventi di quella risorsa per pagare i propri debiti, soprattutto dati gli attuali prezzi a livelli di record.

La Nigeria è membro dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC).