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AMERICA LATINA-EUROPA: La sfida dell’integrazione

Milano, 21 Ottobre 2005 (IPS) – Le relazioni tra l´America Latina e l´Unione europea (UE) stanno attraversando una fase di intense anche se contraddittorie trasformazioni, strette tra i negoziati internazionali e bilaterali sul commercio e i cambiamenti politici e sociali in corso nel continente.

I diversi aspetti di questa complessa situazione sono stati esaminati durante la Seconda Conferenza nazionale sull’America Latina a Milano, organizzata dalla Red Italia America Latina insieme all’Istituto Italo Latino Americano, alla Camera di Commercio di Milano e al Ministero degli Esteri.

I negoziati tra le due aree, in particolare tra la UE e il Mercosur, sono fermi da oltre un anno sul capitolo delle questioni agricole, in attesa della Conferenza ministeriale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) che si terrà il prossimo dicembre a Hong Kong.

Le posizioni restano distanti, come ha detto all’IPS Joao Guimaraes Ramalho, segretario esecutivo del Ministero dello Sviluppo, Industria e Commercio estero brasiliano. “Benchè le esportazioni di prodotti agroindustriali, in particolare dal Brasile, siano cresciute soprattutto verso i paesi del NAFTA (l’alleanza commerciale tra Stati Uniti, Canada e Messico), le relazioni con l’Europa restano strategiche per tutti noi e dobbiamo fare uno sforzo per cercare un punto di accordo “, ha spiegato Ramalho.

Mario Baldassarri, vice ministro italiano dell’economia, si è detto d´accordo. “Entro il 2015 la Cina avrà superato gli Stati Uniti per prodotto interno lordo, e sia Europa che America Latina perderanno posizioni nella classifica mondiale delle economie. E’ vitale, quindi trovare un accordo per far fronte a questa fortissima concorrenza”, ha dichiarato.

Enrique Iglesias, Segretario Generale della Banca Interamericana di Sviluppo (BIS), ha spiegato che negli ultimi anni si sono sviluppati nuovi tipi di alleanze, come la cooperazione tra regioni, che concludono accordi senza la mediazione degli stati, citando l’esempio dell’accordo tra il Piemonte e lo stato brasiliano di Minas Gerais. “E’ essenziale un appoggio pubblico consistente a questo tipo di iniziative, in particolare per quanto riguarda i negoziati e le infrastrutture”, ha detto.

Il ruolo dello stato é centrale anche per la crescente collaborazione tra i sistema delle piccole e medie imprese, un modello che i paesi latinoamericani hanno in comune con l´Italia. Queste aziende devono affrontare il problema della difficoltà di accedere al credito, così come i rischi del mercato internazionale. “Il settore pubblico deve appoggiare le piccole imprese, con meccanismi di garanzia per i prestiti da parte dello stato e snellendo la burocrazia”, ha dichiarato Jorge Rodríguez Grossi, ministro cileno dell’Economía ed Energía.

I rappresentanti della Confindustria italiana e di quella brasiliana hanno denunciato l’instabilità politica che continua a caratterizzare molti paesi del continente, legata a un crescente conflitto sociale, e che rischia di allontanare gli investimenti privati cresciuti negli ultimi anni, in particolare in Brasile.

Molti paesi in America Latina hanno vissuto negli ultimi tre anni l´esperienza dei movimenti popolari, che hanno portato alle dimissioni ben undici capi di stato e sei vice presidenti. “La UE può sostenere la trasformazione delle nostre democrazie in sistemi capaci di garantire non solo la libertà e l’uguaglianza politica ma anche pari opportunità per tutti i cittadini” ha dichiarato alla Conferenza Luis Ernesto Derbez Bautista, ministro degli esteri del Messico.

Tuttavia, le istituzioni oggi sono molto più stabili. “I cittadini continuano ad appoggiare la democrazia in America Latina, però nella misura in cui la situazione migliora”.

“E’ necessario continuare a crescere e migliorare le istituzioni per rafforzare la democrazia” ha dichiarato all’IPS Luis Machinea Segretario esecutivo del CEPAL, la Commissione economica per America Latina e Caraibi.

Machinea ritiene che l’area latinoamericana stia attraversando una congiuntura favorevole, che richiede però la ripresa dell’intervento pubblico. “I governi devono effettuare una maggiore ingerenza nelle politiche economiche, nel senso di una maggiore equità, non solo sul piano sociale ma anche economico”, ha spiegato.

Le relazioni con l’Europa risentiranno anche del processo di integrazione continentale, che vive una nuova stagione di rilancio grazie alle politiche congiunte di Venezuela, Brasile, Argentina, Cile e Uruguay, che stanno coinvolgendo anche altri paesi.

Secondo Machinea, l’integrazione è il meccanismo idoneo per rafforzare i paesi sia nel settore commerciale che in quello economico e sociale, ma dev’essere complementare. “Questo processo serve per approfondire gli accordi regionali e poi trattare con il resto del mondo, in primo luogo con l’Europa”.

Da parte sua, la UE può svolgere un ruolo essenziale all’interno di questo processo. “L’Europa deve appoggiare i processi d’integrazione sia economica che politica, cooperando alla costruzione istituzionale degli organismi sovranazionali locali, e allo stesso tempo appoggiando il consolidamento dei regimi democratici nazionali e cooperando alla crescita economica” ha dichiarato Massimo D’Alema, presidente della Delegazione per le Relazioni con il Mercosur del Parlamento Europeo.

L´Europa può anche essere di esempio per questo processo, grazie all’esperienza realizzata con l´integrazione dei nuovi stati. “Per trattare congiuntamente con l’estero, i paesi devono saper rinunciare a una parte di sovranità in cambio di una forza maggiore”, ha ricordato Machinea.