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DIRITTI: Le attiviste imparano il valore dei bilanci

NAZIONI UNITE, 18 ottobre 2005 (IPS) – Nonostante il progressivo aumento della rappresentatività femminile nei parlamenti nazionali dal 1990, le donne occupano tuttora appena il 16 per cento dei seggi parlamentari in tutto il mondo.

Ciò vuol dire che le donne sono seriamente sottorappresentate nel momento in cui i governi decidono come e dove spendere miliardi di dollari ogni anno.

In risposta a questo forte divario di genere, il Fondo di sviluppo dell’Onu per la donna (UNIFEM) e il Programma di volontariato delle Nazioni Unite (UNV, UN Volunteers) hanno lanciato un’iniziativa biennale in America Latina che utilizza le voci di bilancio “sensibili all’approccio di genere” per rafforzare il ruolo delle donne nella governance e lo stanziamento di risorse nella regione.

Le politiche attive in 17 paesi di America Latina e Caraibi hanno già migliorato la rappresentanza delle donne nei parlamenti, raggiungendo quasi il 20 per cento degli eletti.

Nel mondo, il paese più vicino ad una parità di genere di 50-50 in parlamento è il Ruanda, dove le donne costituiscono il 49 per cento dell’Assemblea nazionale del paese, dopo le elezioni tenutesi nel 2003.

Aileen Allen, esperta di programma nella divisione di UNIFEM per America Latina e Caraibi, ha detto all’IPS: “Speriamo di avere donne specializzate nell’utilizzo di analisi di bilancio sensibili all’approccio di genere come strumento del loro lavoro, e che la pianificazione a livello locale tenga conto delle priorità che queste donne hanno identificato mediante i meccanismi di partecipazione”.

Un’analisi sensibile alla questione di genere esamina se uomini e donne siano equamente rappresentati negli attuali modelli di reddito e di spesa nei bilanci di governo. Questo processo non prevede la creazione di bilanci separati per le donne, né di aumentare la spesa per i programmi per le donne, ma si limita a promuovere l’uguaglianza di genere e tutti ciò che essa implica.

Aiuta i governi a capire come potrebbero dover rivedere le loro priorità, e ristanziare le risorse per adempiere ai loro impegni in vista del raggiungimento della parità di genere e di progressi nei diritti delle donne.

Questa analisi riconosce inoltre le modalità in cui le donne contribuiscono alle loro società ed economie mediante il lavoro non retribuito nell’economia produttiva, così come il loro ruolo di donatrici di cure per le famiglie e le comunità.

UNIFEM ha lavorato per molto tempo con i bilanci sensibili all’approccio di genere. Nel 2000 ha avviato progetti legati a questo tema in America Latina a livello nazionale e locale.

“In moltissime municipalità della regione sono stati istituiti meccanismi di partecipazione e le donne partecipano attivamente, ma spesso sono state incapaci di influire in modo sostanziale sulle decisioni politiche o talvolta incapaci di partecipare nel modo in cui avrebbero voluto”, ha detto Allen.

“Ciò che stiamo cercando di offrire è rafforzare realmente la capacità delle donne di partecipare, e stiamo usando i ‘bilanci di genere’ come una specie di porta d’accesso”.

L’ultimo progetto coinvolge cinque paesi latinoamericani che hanno già esperienza nel tentare di aumentare la partecipazione femminile nei processi decisionali, e collaborerà con le municipalità di El Rosario in Argentina, Instituto de Formación Femenina Integral di Cochabamba in Brasile, Instituto de Administración Municipal di Porto Alegre in Brasile, Municipalità di Cuenca in Ecuador, e Federación Popular de Mujeres di Villa El Salvador, in Perù.

I volontari dell’Onu collocati in ciascuna istituzione sensibilizzeranno le comunità, i gruppi della società civile e il governo locale circa il progetto. Verranno organizzati incontri e seminari per discutere del bilancio di genere, e verrà offerta formazione ai soggetti partecipanti – come i collettivi di donne, i dipendenti pubblici e i sostenitori delle tematiche di genere – sull’applicazione delle analisi di bilancio orientate verso la questione di genere.

Noeleen Heyzer, direttrice esecutiva di UNIFEM, e Aid de Raad, coordinatore esecutivo di UNV, hanno firmato il progetto presso il quartier generale dell’UNIFEM a New York.

“UNIFEM ha sostenuto lo sviluppo di bilanci di genere in 34 paesi”, ha detto Heyzer. “Abbiamo dimostrato che l’analisi dei bilanci da una prospettiva di genere può migliorare la trasparenza e l’affidabilità nel modo in cui le risorse vengono conseguite e spese”.

“I bilanci vengono usati per delineare le politiche, stabilire le priorità e fornire i mezzi per rispondere ai bisogni sociali ed economici di tutti i cittadini. Per questo abbiamo lanciato una campagna nel 2001, affinché ogni paese si impegni ad adottare un’iniziativa di bilancio sensibile all’approccio di genere entro il 2015”.

De Raad ha aggiunto che “il volontariato rappresenta un enorme contenitore di competenze, di energia e conoscenze locali che, se adeguatamente sostenuti, possono costituire una risorsa strategica perché le donne facciano sentire la loro voce e portino avanti le loro azioni. È un elemento chiave per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio, e l’UNV è fortemente impegnato nel lavoro con UNIFEM in vista di questa meta”.

Gli Obiettivi di sviluppo del millennio (Millennium Develoment Goals, MDG) prevedono di dimezzare fame e povertà estrema, l’educazione universale di base, ridurre di due terzi la mortalità infantile e di tre quarti quella materna, promuovere l’uguaglianza di genere, la sostenibilità ambientale, frenare la diffusione di Hiv/Aids, malaria e altre malattie; e un partenariato globale per lo sviluppo tra paesi ricchi e paesi poveri.

Secondo gli esperti, il raggiungimento degli obiettivi significa uguaglianza a tutti i livelli di educazione e in tutti gli ambiti di lavoro, uguale controllo sulle risorse e equa rappresentatività nella vita pubblica e politica.

La divisione di UNIFEM per l’Africa ha anche espresso interesse per sviluppare un programma analogo per la regione.