BRUXELLES, 11 maggio 2005 (IPS) – Ousmane Sy, vincitore quest’anno del Premio per lo sviluppo King Baudouin International, ha dato una nuova speranza all’Africa grazie al programma di decentralizzazione nel suo paese, il Mali, secondo le dichiarazioni della giuria.
Sy, esperto di sviluppo, ha ricevuto il Premio 2004-2005 a Bruxelles lo scorso 3 maggio.
Il Premio King Baudouin International per lo sviluppo fu istituito nel 1978, e viene assegnato ogni due anni a individui o organizzazioni che apportino “un contributo sostanziale allo sviluppo di paesi nell’emisfero Sud”, o per “solidarietà tra nazioni industrializzate e paesi in via di sviluppo”.
Alla consegna del Premio, la Fondazione King Baudouin ha affermato di riconoscere il ruolo cruciale svolto da Ousmane Sy nello sviluppo di “pace futura, stabilità e prosperità” in Africa.
La fondazione fu creata in nome di Baldovino, re del Belgio.
Sy, che la giuria ha definito un “illuminato” e un “pioniere dell’azione nell’ambito della governance in Africa”, è una figura chiave della decentralizzazione e delle riforme del governo in Mali.
Come co-fondatore della “Governance in Africa network”, formatasi nel 1994 per permettere agli Stati dell’Africa occidentale di condividere le esperienze e apprendere dai processi già attuati in altri paesi, Sy ha utilizzato la tradizionale rete di comunicazione tra gli abitanti dei villaggi per raggiungere 11.000 comunità e costruire un consenso su sistemi di governo democratici e basati sul locale.
La decentralizzazione prevede la creazione di nuove entità sub-nazionali come regioni, distretti e municipalità liberamente governati da consigli eletti. Sin dal 1992, questi processi sono stati accompagnati da privatizzazione e liberismo commerciale.
Quando Sy cominciò la sua attività, nel 1993, il Mali aveva soltanto 13 municipalità; oggi sono 703.
Mediante un processo partecipativo di decentralizzazione, e l’organizzazione di elezioni trasparenti, Sy è stato apprezzato per l’originalità delle sue campagne in Mali, con cui è riuscito a creare ciò che la giuria ha definito “un ambiente che ha contribuito ad una migliore amministrazione pubblica e ad un’accresciuta stabilità, due condizioni cruciali per lo sviluppo”.
Secondo Peter Piot, direttore del Programma delle Nazioni Unite per l’Hiv/Aids (UNAIDS), il lavoro di Sy dimostra che, dallo stesso continente africano, stanno venendo “risposte percorribili e realizzabili” per l’Africa. “Ousmane Sy è un’ispirazione per gli africani”, ha detto.
Tali risposte sono garantite dal fatto di aver avuto un impatto positivo immediato sulla vita quotidiana del Mali: donne e bambini camminano meno per andare a prendere l’acqua, grazie alla creazione di pozzi in molte circoscrizioni, il che a sua volta significa che i bambini possono frequentare le scuole che sono state istituite.
Sono stati creati anche centri di assistenza sanitaria municipali per combattere il tasso di mortalità infantile del paese, estremamente alto.
Sy afferma che gli africani devono ripensare al modo in cui gestire la propria società.
“L’Africa deve assolutamente trovare sistemi di governance basati su valori e standard africani, rispondendo alle necessità del mondo moderno”, ha detto alla cerimonia di consegna del premio. “Oltre a elezioni democratiche e alla lotta contro la corruzione, la decentralizzazione ha prodotto una nuova visione dell’idea di governance”.
Prima, quasi tutti vedevano l’obiettivo della governance come “una nozione estremamente artificiale, perché l’esercizio del potere, e quindi l’amministrazione della democrazia a livello nazionale, era concentrata nelle mani di poche centinaia di persone”.
Sy ha ribadito il fatto che la decentralizzazione rende possibile consolidare il processo democratico, “ampliando la sua base”. Essa costituisce una sorta di “leva” – ha osservato – per rendere più dinamica l’economia locale, mediante uno spostamento del livello politico decisionale che si avvicina agli agenti locali.
“Oggi i politici che prendono le decisioni sono nati e cresciuti nella loro terra d’origine; non sono più persone nominate dal governo centrale. Le autorità locali possono anche essere sfidate nelle lingue regionali. La decentralizzazione ha funzionato come sinonimo del riconoscimento della diversità linguistica e culturale”, ha aggiunto.
Ousmane Sy ha passato tutta la vita a combattere “l’afro-pessimismo”.
“Nonostante le immagini e i titoli dei giornali negativi sull’Africa, le cose cominciano a cambiare. Una nuova generazione di africani sente di potersi lasciare alle spalle il proprio passato di colonizzazione e mal governo”, ha detto Sy.
“È giunto il momento di assumersi la responsabilità di organizzare un futuro positivo, costruito su modelli di politica che funzionino. Ora sta all’Africa trovare le risposte a questa domanda, che per tanto tempo è rimasta a un punto morto”, ha proseguito.
Sy è ottimista sulla possibilità di ulteriori progressi in Mali, e di un cambiamento reale in tutto il continente africano.
“Io lavoro per continuare ad offrire una speranza, per dimostrare agli africani che l’Africa può cambiare. Abbracciare la responsabilità del nostro stesso futuro è l’unico modo per andare avanti, perché è l’unico modo per combattere i governi deboli, che arrestano ogni vero sviluppo in molti nostri paesi. Per me, raggiungere la stabilità del governo è uno dei compiti più importanti per l’Africa”.